mercoledì 19 luglio 2017

Giochi del Golfo

Mohammed bin Nayef
La rottura con il Qatar, le mosse per isolare la monarchia non in linea con i sauditi e flessibile sui rapporti con l'Iran, le accuse a Doha per i legami con l'estremismo islamico sono solo una parte dei giochi che si stanno consumando nel Golfo Persico e in Medio Oriente, penisola arabica compresa.
Una rivelazione di Reuters scopre come dietro la mossa di Riad contro il Qatar
vi sia un deciso cambio di linea politica all'interno della casa regnante Saud, un cambio che ha avuto anche una fase drammatica e che ha terremotato un potere consolidato quello di Mohammed bin Nayef, potentissimo capo della sicurezza,  rimosso e messo sotto custodia a fine giugno con quello che alcune fonti interne non esitano a definire un colpo di Stato. Un putsch orchestrato dallo stesso sovrano Salman bin Abdelaziz che ha invitato il predestinato al trono  a farsi da parte e  a lasciare il posto al figlio preferito, Mohammed bin Salman il quale, secondo fonti non confermate, da tempo stata immettendo suoi uomini all'interno della sicurezza saudita. La "scusa" sarebbe stata la dipendenza del responsabile della sicurezza dagli antidolorifici (morfina pare, a causa delle conseguenze di un attentato fallito di al Qaeda nel 2009) che, sarebbe stata la spiegazione data  de visu, potrebbe non consentirgli una serena e giusta valutazione delle decisioni da prendere.

Leggete qui la ricostruzione di Reuters

La ricostruzione del New York Times

La partita fra Arabia Saudita e Qatar, ma anche il quadro complessivo delle alleanze fra Siria, Iraq, Iran, Egitto, gli Emirati, i conflitti esistenti nell'area compreso quello, devastante, nello Yemen diventa ogni giorno più complicata. E un ruolo non indifferente si apprestano a giocarlo Tamim bin Hamad al Tahni, emiro del Qatar, classe 1980 e appunto Mohammed bin Salman, classe '85, principe ereditario dell'Arabia e ora primo nella linea di successione.



Nessun commento:

Posta un commento

Post in evidenza

Quale pace?

Bisogna intendersi sulle parole e sulla propaganda. Troppa quest'ultima nei due anni di guerra a Gaza. In ogni caso il piano Trump è app...