Ci siamo: sarà il grande e disastroso ritorno del tycoon amico dei dittatori e dei più illiberali del pianeta, senza remore e limiti morali come in economia e nella concezione del governo oppure sarà la prima volta dell'America con una donna sullo scranno più alto, anche se la suddetta donna non ha brillato come vicepresidente, è salita alla ribalta sull'onda della preoccupazione per un candidato azzoppato dall'età e dalla mancata comprensione del tempo del mondo e ancora oggi deve insistere su diritti, più equità per il sesso femminile e tanti equilibrismo, a cominciare dalla politica estera?
