L'America torna in guerra come ai tempi di Reagan e soprattutto di GeorgeW. Bush, senza dimenticare però gli strike "democratici" di Clinton&Clinton. Grandi affari dunque in vista per l'industria pesante Usa che aveva dovuto ripiegare dopo le due guerre in Iraq e la campagna afghana e alla quale Trump aveva promesso forti investimenti.
Investimenti poi confermati con il budget 2017, +10% e 54 miliardi già sul bilancio di quest'anno, con
forti riduzione sulle spese per l'ambiente, a sostegno delle istituzioni internazionali, sulla sanità e l'agricoltura.
Ma non sempre le spese militari vanno a buon fine e sono oculate. Ne è un esempio, o meglio uno scandalo, il famoso supercacciabombardiere d'attacco F-35 che anche l'Italia si è impegnata ad acquistare oltre a far parte del team di Paesi che ne producono alcune parti.
A spiegare la vicenda - senza dimenticare che lo stesso Trump in campagna elettorale aveva attaccato il progetto, salvo cambiare drasticamente idea 10 giorni dopo essere diventato presidente quando aveva parlato di un grande aereo - non sono le voci pacifiste,
il sito economico Bloomberg secondo il quale oltre al
prezzo astronomico (ridotto dopo le critiche di Trump), non mancano le perplessità perché sarebbe facilmente hackerabile e non offrirebbe la necessaria copertura alle truppe.
Dubbi che sono venuti da molti Paesi e soprattutto da Israele, quindi particolarmente "pesanti", ma anche da
Londra de perfino da
Roma.
Dubbi e critiche che non sono mancati certo negli Usa.
ma anche
Ma il business is business (
e in questo caso molto forte su scala mondiale) e così con molti aggiornamenti, correzioni, ritocchi, qualche incidente e stop sulle piste, alla fine il progetto è andato a avanti e la consegna sta avvenendo, proseguendo con versioni sempre rivedute e aggiornate e loro volta nei prossimi anni.