7 novembre. 14,20. Biden ha parlato nella notte. Ha detto "ci stiamo avvicinando alla vittoria" ma ha preferito la prudenza in attesa della conclusione ufficiale - al netto dei ricorsi - dello spoglio, soprattutto in Pennsylvania dove il suo margine di vantaggio si è ampliato, ora è quasi 29 mila voti al 96% delle schede esaminate. In Georgia è ancora un testa a testa con Biden in testa di oltre 7 mila voti al 98% dello scrutinio. In Arizona il vantaggio si è un po' ridotto, quasi 30 mila voti in più con solo il 3% delle schede da esaminare. In Nevada Biden è avanti di oltre 22 mila voti sul 93% delle schede prese in esame. Insomma la vittoria del dem è praticamente certa, solo che si attende la ratifica di sicurezza del voto controllato e verificato.
Trump non si muove invece nella guerra a distanza giocata sul piano legale. Anche per questo nei comitati locali si va a rilento per lasciare meno spazio possibile alle consultazioni. Il presidente ha messo in piedi un collegio di avvocati che sta inondando di ricorsi comitati, tribunali e perfino al Corte Suprema, sebbene quasi tutti gli osservatori sono concordi nel ritenere che difficilmente la potrà spuntare o comunque portare a casa risultati in grado di ribaltare il verdetto che sta uscendo dalle urne. Anche le possibilità che la Corte Suprema a maggioranza conservatrice possa intervenire in modo da cambiare il verdetto popolare sono viste come minime (QUI). Nel contempo sempre più esponenti rep stanno prendendo le distanze da Trump, dalla sua offensiva giudiziaria e dai suoi riferimenti a brogli e corruzioni di cui mancano tutt'ora non solo prove evidenti, ma anche minime.
Fonti interne della Casa Bianca danno un presidente in preda a una rabbia a tratti incontrollabile, alternata a scoramento e risentimento verso chiunque (QUI). Perfino il preferito canale Fox News è finito all'indice per aver assegnato per primo la Arizona a Biden e rifiutato di rimuovere l'attribuzione anche dopo le pressioni indebite dello stesso Trump che è perfino ricorso all'editore del canale tv, Robert Murdoch. Secondo altri fonti, riportate già ieri, la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner sarebbero al lavoro per convincere Trump se non a concedere la vittoria all'avversario, almeno a non mettersi troppo di traverso causando danni, oltre che a se stesso e al partito repubblicano, soprattutto al Paese e alimentando una pericolosa spirale di risentimento e violenza motivati da tweet e fake.




