venerdì 19 febbraio 2016

Usa 2016 - Fra New Hampshire e Nevada

E' fatta, Bernie Sanders è stato promosso non tanto a pericolo (rosso o populista poco cambia, sono lo spessore del dibattito odierno) quanto a prossima illusione collettiva. Della sinistra, innanzitutto. Può darsi, il Nevada e il South Carolina prossimi appuntamenti

potranno spegnere la (fugace) luce del primo socialista ad arrivare così in alto in America, gli ispanici e gli afroamericani - finora ritenuti la base votante di Hillary Clinton - potranno infliggergli il colpo fatale. Alla faccia delle torme di studenti, giovani e donne entusiasti che lo acclamano come nel più classico american dream, il senatore del Vermont un risultato l'ha raggiunto di già: ha portato nel dibattito americano parole e analisi che appartenevano (più che appartengono) alla (ex?) socialdemocrazia europea che non agli stilemi d'oltreoceano e nel contempo ha spinto verso la soffitta un femminismo-progressismo cresciuto nell'alveo di un potere maschil-conservatore e che con esso è sceso a patti eccessivi. Hillary Clinton sembra aver perso la sicurezza e capacità di capire una società - quella americana e, forse, in parte quella dell'intero Occidente - che non è più la stessa del pre-2008, appare come preda di un marito ancora fin troppo affascinante ed efficace nell'empatia con le masse, avvinta ai soldi dei suoi finanziatori fin troppo a loro agio a Wall. Per contro il suo avversario rilancia l'immagine e il sogno del primo Obama con parole d'ordine tanto semplici quanto efficaci per chi ha aperto gli occhi nella Grande Crisi e da questa è stato contaminato e punito. Tuttavia l'entusiamo è di breve durata
Preferisco gli errori dell'entusiasmo all'indifferenza del discernimento
sosteneva Anatole France.
Secondo alcuni osservatori comunque Hillary Clinton non dovrebbe sottovalutare molto il Nevada. E gli ultimi sondaggi danno La Clinton e Sanders praticamente alla pari. E dire che anche dopo l'affermazione del "socialista" nel New Hampshire per il Nevada si prevedeva una larga affermazione dell'ex Segretario di Stato americano basandosi sulla composizione della base elettorale. Ma i conteggi potrebbero variare molto in base alla differenza fra i due candidati nei caucus o nelle primarie successive e in tal modo condizionare anche l'orientamento dei superdelegati, tradizionalmente legati al partito e, in questo caso, ai Clinton. Per avere un'idea di ciò che può accadere vedere qui

I repubblicani

E in campo repubblicano? Donald Trump sabato è atteso alle primarie della South Carolina e tre giorni dopo, alla primarie del Nevada. Un doppio appuntamento che costituisce l'ultima tappa per le ambizioni di Rubio, ma anche per quelle di Cruz. I sondaggi danno il 79 per cento delle possibilità di vittoria per Trump e solo l'11 per Rubio e 9 per Cruz. Se Marco Rubio non riuscisse a ribaltare i pronostici nei due appuntamenti repubblicani, la sua sorte sarebbe segnata e Ted Cruz è ancora più difficile che possa ritagliarsi qualche possibilità. Poche chance per Kasich e Carson, scarsissime anche per Jeb Bush. Il Nevada ha molti latinos e questo potrebbe avvantaggiare Rubio che  inoltre è il più moderato del gruppo. Ma in questo Stato come nel South Carolina, grandi realtà difficile da coprire con il contatto diretto dei candidati, contano molto le tv. E su queste sia per la capacità di "far spettacolo" che per i soldi raccolti e quelli di proprietà, chi ha maggior possibilità di spuntarla è proprio Trump. E questo non farebbe bene Al Gop alla vigilia del super-martedì del primo marzo con molti grandi Stati fra i 16 che ospiteranno il voto: ecco le date . Con Trump e nonostante i problemi della Clinton il Gop sa che a novembre non è per nulla scontato il potercela fare. Al punto che sarebbe il momento perché il vero candidato - non dei repubblicani, quanto indipendente - possa saltar fuori: ovvero Michael Bloomberg, l'ex sindaco di New York, forse l'unico un po' conservatore e un po' liberal che potrebbe rendere difficile l'ingresso di di Hillary Clinton  al 1600 di Pennsylvania Avenue, ovvero alla Casa Bianca. Sanders permettendo, ovviamente.

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