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lunedì 8 maggio 2017

Francia rassegnata. Anche se vince


Ore 20: Emmanuel Macron secondo le reti televisive avrebbe vinto con il 65,9%

Ore 20,15. Marine Le Pen riconosce la sconfitta e annuncia la nascita di un nuovo partito. Liquida il Fn, troppo fascista, e spiega che farà nascere una nuova forza di destra ma più moderata. Punta ad assorbire i Repubblicani, almeno i più conservatori. I gollisti sono quindi destinati a dividersi ea suddividersi tra Macron e la post Le Pen. Ma se farà così rischia di perdere la sacca di protesta, anche proveniente da sinistra, che le aveva dato la spinta. E si aprono nuovi spazi per Melenchon e per un Psf veramente di sinistra.

Il dato finale è Macron al 66,1, la Le Pen al 33,9%


sabato 6 maggio 2017

France 2017, il candidato che non scalda. DOPO IL DIBATTITO



Toni duri, durissimi, sprezzanti, Macron e la Le Pen non se le sono risparmiate, ma il dibattito più che far luce sui punti di forza o piuttosto sulle debolezze di ciascun programma, è servito più a costruire uno show fra la (post?) candidata fascista e il professorino, perfetto prodotto della grande  finanza globale e della scuole delle élite francesi, ben lontano da tentazioni progressiste. Ma alla fine, secondo il giudizio prevalente della Francia d'oltralpe, Macron è riuscito a reggere l'assalto rabbioso della sua avversaria e forse ha mostrato un maggiore profilo presidenziale. Che dopo possa bastare è tutto da dimostrare, certo con Marine Le Pen ci sarebbe solo il buio. In ogni caso una catastrofe per lavoratori, disoccupati, donne, giovani, scienziati, pensatori.

Leggete qui alcuni resoconti




lunedì 24 aprile 2017

France 2017, tutti gli illusi del presidente

Tutti macroniani in Italia, adesso. Con l'ex premier che si sente il padre putativo del neoliberalismo sociale, tardo esempio di laburismo blairiano, sbandierando a dopo propaganda interna dati elettorali vecchi di due anni e ormai consegnati all'alba dei sogni.

France 2017, il vecchio più vecchio


Ragionamenti a urne appena chiuse e a spoglio in corso. Emmanuel Macron con una freddezza che supera la glacialità parla già da presidente, Marine le Pen nell'ansia di pescare voti al di là del suo elettorato si appella al paese, a chi è stufo, a chi vuole cambiare comunque e lo dice con passione e consumata oratoria.

mercoledì 9 dicembre 2015

Marine da guerra

C'è una vignetta che pervade il web: una testa rasata con svastica al braccio stringe le mani a un terrorista dell'Isis e gli dice grazie. Non sarà vero del tutto che gli attentati del 13 novembre hanno dato la spinta decisiva al successo di Marine le Pen  e del Fn, ma certo un aiuto l'hanno dato.

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