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lunedì 10 settembre 2018

L'Ambrosetti e la burrasca



Avevamo annunciato burrasca in arrivo per l'Italia. Difficile che il termine si possa attagliare ai toni soffusi e ai broccati smorza-rumori della sale ovattate del Villa d'Este di Cernobbio dove ogni anno, a fine estate, si tiene il Forum Ambrosetti, anzi TEHAmbrosetti, punto di sintesi e d'avvio della stagione più calda delle politiche internazionali.

mercoledì 19 aprile 2017

Francia indomita

La sinistra radicale avanza in Francia e i mercati hanno paura. Jean Luc Melenchon, il terzomondista, trotzkista, no euro e no Ue, euroscettico e favorevole alla nazionalizzazioni, ormai  in più di un sondaggio ha superato il post gollista, repubblicano, ultraliberale Francois Fillon e addirittura insidia l'ex socialista, libdem Emmanuel Macron che, al pari di Marine Le Pen, vede il  suo vantaggio ridursi e oscillare attorno al 22-24%. (qui gli ultimi sondaggi).
Melenchon con il suo messaggio conquista e i giovani con accenti molti simili a quelli di Bernie Sanders negli Usa, ha forme e metodi di comunicazione innovativi e modernissimi (è colui che usa meglio i social) come gli ologrammi, dai dibattiti è uscito benissimo  - molto meglio dei favoriti Le Pen e Macron - è capace di riassorbire in parte la rabbia che da sinistra (Benoit Hamon, sinistra del Psf è praticamente abbandonato dal suo partito e si aggira attorno all'8-9% con una parte della vecchia base che stava andando verso l'estrema destra. Ma ciò che preoccupa ancora di più i mercati  è che Marine Le Pen, vista come il pericolo principale, si sta avvitando nelle sue gaffe e nelle sue contraddizioni  di casta (e fra il primo e secondo turno potrebbe perdere l'immunità per l'uso dei fondi europei da eurodeputato) e Macron sembra aver perso la forza propulsiva non riuscendo più a produrre proposte nuove idee, non riesce a scindere i suoi passati legami da banchiere d'affari (vedere qui le proposte dei candidati). In più Macron è difficilmente misurabile a causa della "inconsistenza storica" della sua base elettorale troppo nuova per essere facilmente misurabile e stabile.
Meno di due mesi dopo il respiro di sollievo tirato dalla destra populista e razzista messa all'angolo in Olanda, seppur in un quadro complesso di frammentarietà, adesso la Francia - che in un primo momento sembrava avviata sul tranquilli binario liberal-socialista ed europeista Macron - potrebbe riservare una sorpresa ancora maggiore di quella attesa: e se al ballottaggio finissero i due estremi Le Pen-Melenchon? (leggere qui e anche qui). Una ipotesi che i numeri per ora smentiscono ma non così lontana come ci si poteva attendere anche solo un mese fa e vista con spavento dal mondo economico che vede con preoccupazione ogni alternativa allo status quo liberista di questi anni (vedere qui ).
A questo punto la partita vera e il suo esito ce l'hanno in mano gli astenuti, un annunciato 40 per cento che potrebbe ridursi grazie alla capacità di recupero a sinistra in particolare di Melenchon che con la sua performance dimostra che la sinistra - quella vera, la cosiddetta radicale e non quella blairiana e ultramoderata, centrista alla Renzi - in Francia è ancora ben viva (vedere qui il caso di uno dei candidati minori, ma autentici personaggi come l'operaio anticapitalista Philippe Poutou), capace di alta possibilità di mobilitazione (i comizi e gli appuntamenti di Melenchon sono fra i più partecipati) e può giocarsela alla pari con la destra


mercoledì 15 marzo 2017

Olanda. Sondaggi giusti? Sì



AGGIORNAMENTO

La xenofobia, il razzismo e l'antieuropeismo non vince in Olanda. Il Vvd, i liberali di destra del premier Mark Rutte,  secondo il primo exit poll è in testa e otterrebbe 31 seggi, dieci in meno dei precedenti. Ma resta il primo partito mentre i populisti islamofobi e anti-Ue di Geert Wilders (Pvv) sono secondi con 19 seggi (+4 ) a fianco dei democristiani (Cda) e ai liberali di sinistra D66. I grandi vincitori  sono i verdi di GroenLinks che arriverebbe a 16 seggi mentre i socialisti del Pva pagano l'alleanza di governo e scendono a soli 9 seggi superati a sinistra dai socialisti radicali che si fermerebbero a 14 seggi. .Affluenza record all'81%.

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