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giovedì 15 giugno 2023

Morti e morti



Le morti non sono tutte eguali. Duecentosessantre morti sul lavoro da inizio anno, cinque in un giorno a ridosso dell'addio a Silvio Berlusconi. Seicentocinquanta migranti affogati, un centinaio solo salvati, ora, Eppure nessun  giornale ha messo la  tragedia del lavoro italiana in primo piano, non certo nei giorni dell'incredibile "lutto nazionale"

mercoledì 20 dicembre 2017

Ue, Secret Service

Yanis Varoufakis e la moglie

Cosa accadde nel 2015 sull'asse Bruxelles-Atene? Sappiamo le diverse versioni ufficiali, le ricostruzioni di parte, il racconto che ne fece Yanis Varoufakis, allora ministro delle Finanze del governo Tsipras pronto alla sfida con i "falchi" del Nord e tedeschi in particolare, consapevole che un cedimento avrebbe rappresentato un dramma

lunedì 13 febbraio 2017

Grecia, mina o speranza d'Europa


Perché la Grecia fa ancora paura agli investitori? Semplice perché potrebbe non farcela più a uscire dalla dinamica deficit-prestiti-risanamento- costi sociali.
E poi perché gli organismi internazionali

martedì 19 aprile 2016

Varoufakis revolution

L'Europa non sa come uscirne. E dall'altra parte dell'oceano sono talmente impegnati nella campagna elettorale che i problemi del Vecchio Continente. Anche perché sembra che i suggerimenti sui cambi di rotta, magari solo sussurrati da Obama, qui non hanno trovato molte orecchie disposti ad ascoltarli. A Berlino soprattutto.

lunedì 24 agosto 2015

Ombre cinesi

La Cina continua a dissanguarsi in Borsa, la mini svalutazione dello yuan non è servita e adesso il mondo s'interroga se non siamo sulla soglia di  una nuova stagione di Lehman Brother con l'America costretta a rinviare il rialzo dei tassi e i Paesi emergenti che non trovano più a Pechino lo sbocco adeguato per le loro materie prime.

venerdì 21 agosto 2015

L'eroe che ha perso l'Europa (e un po' di popoli)

Tsipras ha salvato il suo popolo o l'ha perso? Il premier greco si rimette in gioco per la seconda volta dopo il referendum vinto e dimenticato, sfida centrata ed annullata dal memorandum contratto a condizioni peggiori di quelle precedenti avanzate da Ue, Bce e Fmi sulla spinta della disperazione di vedere la Grecia scivolare magari fuori dell'euro.

martedì 18 agosto 2015

Giornali da compagnia

A volte si resta stupiti di fronte alla vera o presunta ingenuità degli italiani. Sempre che sia tale. Ma ad ascoltare i maggiori e i minori quotidiani c'è da chiedersi se gli stessi ritengono gli italiani creduloni o direttamente scemi. Da addetti ai lavori c'era da vergognarsi a leggere le cronache della visita di Angela Merkel all'Expo e il suo incontro con il premier Renzi.

mercoledì 15 luglio 2015

Troppo tardi

Mentre Tsipras cerca i voti per far passare il pacchetto di sacrifici in cambio di aiuti sottoscritto nella drammatica trattativa di domenica, proprio fra i creditori cominciano i dubbi. Anzi vengono alla luce perché anche questa terza tranche di sostentamento alla Grecia in coma l'hanno sempre saputo tutti che non sarebbe stata sufficiente.
Così adesso bel bello e lemme lemme, il Fondo monetario - anche per trarsi d'impaccio e non dover entrare un'altra volta in una partita spinosa...,

lunedì 13 luglio 2015

La lezione

Più passano le ore, e il dettaglio dell'accordo di Bruxelles per "salvare" la Grecia non è ancora noto dei particolari, e più appare la disfatta di Tsipras
. La sola sua "vittoria" è stata quella di aver dato - forse - un po' di ossigeno momentaneo al suo Paese,

Lo scalpo

Accordo nella notte, annuncia Bruxelles. Tsipras si trova con un accordo ben peggiore di quello già bocciato al referendum. Lui sa già che per farlo passare dovrà contare sull'opposizione e ciò significa che per lui è finita, nonostante tenti di venderlo con una ristrutturazione del debito che vede solo lui, con i soldi per la crescita



Waterboarding mentale

Piccoli leader e per di più incapaci. E fosse solo questo. Mai nella sua storia l'Europa è stata così vicina alla rottura, alla sua separazione fra "buoni" e cattivi", a seconda della prospettiva, è ovvio. Mai è  mancata come oggi ogni prospettiva comune, cosa del resto ben più che sospettata in questi anni di austerità cieca - ma al servizio di un solo Stato, il più forte economicamente -, mai sono stati così forte l'individualismo, il cinismo, la mancanza di solidarietà

giovedì 9 luglio 2015

Con la pistola alla nuca

Accordo o no? Forse. Ma certo la Grecia e Tsipras in particolare non potrà dire di aver potuto decidere con libertà sulle sorti del suo popolo. Date un'occhiata a questo pezzo su Repubblica in cui un funzionario spiega retroscena di come l'Europa dei "falchi" (ma esistono veramente le colombe a Bruxelles, quelle "colombe" che in anni di lento strangolamento di Atene non hanno mai neppure alzato un dito, "colombe" di destra - ovvio - ma anche della socialdemocrazia) voleva ridurre i greci al livello di "schiavi" dell'Unione.

lunedì 6 luglio 2015

La solidarietà europea

"Gli europei hanno pagato per salvare i greci e questi ancora si lamentano". Il refrain di populisti e destre varie è questo. Ma qual è la realtà del bail out con il quale la Troika ha "dato una mano" ad Atene? La risposta in questo pezzo de The Guardian, non certo un foglio leninista. Interessante per capire cosa intendono alcuni Paesi per Europa, solidarietà e quanto sono lontani dal vero sogno europeo che fu di Altiero Spinelli e molti altri

Il vincitore lascia... e ritorna

Altro che stare sulle scatole ai "falchi" di Bruxelles, altro che dilettante della politica: Yanis Varoufakis ha piazzato un colpo che i suo avversari non si aspettavano. Se ne va, ma da vincitore. Ufficialmente per fare una mano a un possibile negoziato, in realtà per mettere ancora più in imbarazzo e difficoltà i suoi nemici (anche interni),

domenica 5 luglio 2015

Grexit, Eurexit. Che fare?

Tsipras ha vinto, la Grecia un po' meno, l'Europa ha perso, l'Italia... non pervenuta.  Il socialista Schultz parla di "aiuti umanitari" e ciò la dice lunga sulla volontà di aiutare Atene ma anche di salvare l'Europa, ma anche sul livello di comprensione che le oligarchie di Bruxelles hanno della situazione del Vecchio Continente

La socialdemocrazia è...

Cosa resta della socialdemocrazia in Europa, in gran parte all'opposizione se si escludono (per ora) Francia e Italia fra i Paesi maggiori? Resta poco, resta l'unica prospettiva di grandi coalizioni per cogestire una crisi che è guidata solo dalle parole del liberismo e non più da quelle del socialismo o comunque capaci di proporre un modello diverso di sviluppo e crescita laddove proprio le teorie tardo reaganiane e post thatcheriane
hanno mostrato i loro limiti, segnando il fallimento in particolare laddove sono state imposte. Basta pensare a cosa è stato capace di dire il presidente del parlamento europeo Martin Schultz sul caso Grecia.
Curzio Maltese ben riassume cosa è oggi la socialdemocrazia europea e che fine hanno fatto le proposte di un passato neppure lontano.
Oggi la parola socialdemocrazia la pronunciano in pochi, fa ancora un cattivo effetto dopo che per anni sembrava il mantra delle sinistre europee. Non è che ora se ne vergognano?
E così tornano in mente i versi della canzone di Claudio Lolli, appunto La socialdemocrazia :"Il nemico marcia con i piedi nelle tue stesse scarpe... La socialdemocrazia è un mostro senza testa"

Ah l'Europa! Ah l'Italia!

Difficile pensare che da lunedì 6 luglio 2015 tutto rimanga come prima: non sarà così la Grecia, che si ritroverà con i problemi e le povertà indotte come prima, non sarà così l'Europa che si riunirà con leader (nella foto il presidente del parlamento europeo Martin Schultz)
ma non statisti, il suo sogno di solidarietà e unione sempre più infranto, con le sue incapacità di gestire crisi profonde e di dialogare con i suoi cittadini. Non sarà così l'Italia

che scoprirà il suo primo ministro ormai prono davanti alla Merkel e agli altri Stati come Berlusconi lo fu con Bush, con le sue rassicurazioni sempre meno credibili, con i suoi richiami vacui a una crescita e a un lavoro che ancora non ci sono, con le sue "riforme" che sono piuttosto "controriforme" dettate da lobby e concepite da burocrazie sempre più incomprensibili, davanti a un Paese che vorrebbe vivere di privilegi, raccomandazioni, bilanci nazionali e locali presi dagli anni della allegra Dc e dell'accondiscendente Pci.

Leggete il mio pezzo  sui rischi per l'Italia su La Provincia di oggi Trascina Link

giovedì 2 luglio 2015

Le cose non dette

Sulla Grecia se ne dicono tante, troppe. Ma poche volte le cose giuste. Soprattutto se vengono tenute segrete e riservate. Per esempio sulle conseguenze del default ma anche sulle vere intenzioni dei creditori e sulla realtà di indigenza e povertà del Paese già oggi.

mercoledì 1 luglio 2015

Il ricatto

Tsipras in un discorso drammatico ha detto che i Paesi e le istituzioni internazionali creditori  stanno "ricattando" la Grecia. Niente di più vero e la sostanza di ciò che l'Europa ha sbagliato e sta dimenticando è negli interventi che ogni giorno economisti ed esperti di diverso orientamento rendono pubblici. Esemplare Mariana Mazzucato oppure Joseph Stiglitz, Thomas Piketty o Paul Krugman . Eppure da Berlino
in su vogliono andare al braccio di ferro con Atene, del resto è in gioco molto più che il destino di un Paese che rappresenta il 2% del Pil della intera zona Ue. E' in gioco il futuro di una politica economica che sta affondando il Vecchio Continente, vincolarlo all'irrilevanza ma soprattutto ne sta mangiando i principi e i valori fondanti.

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