Più passano le ore, e il dettaglio dell'accordo di Bruxelles per "salvare" la Grecia non è ancora noto dei particolari, e più appare la disfatta di Tsipras
. La sola sua "vittoria" è stata quella di aver dato - forse - un po' di ossigeno momentaneo al suo Paese,
ma ha perso se stesso, il suo partito, la speranza di un'Europa diversa e più giusta. Oltre tutto la mossa di Merkel-Schauble finti litiganti e finti buono-cattivo ha colpito nel segno politico più importante: quello di avvertire che per chi si ribella non c'è spazio in Europa (Podemos, ma non solo, sia attenta). Una lettura di questo tipo l'avevamo già scritta nel post Lo scalpo e ora viene confermato anche da Roberto Giovannini . Ci sono solo due incognite: 1) la reazione d'orgoglio (che ne abbia e molto lo ha dimostrato il referendum) della Grecia, ovvero il voto in Parlamento e le elezioni che senza dubbio avverranno presto, 2) Le macerie dell'Europa ai quali anche i popoli di sinistra ormai gireranno le spalle senza che il Vecchio Continente, abbarbicato a queste politiche sconfitte e perdenti, riesca neppure a uscire dalla crisi.
Di Grexit e non solo risentiremo parlare presto. Forse dell'ormai pavido Tsipras - politico di razza ma stratega fallimentare - invece non sentiremo più parlare, almeno a lungo. A meno che...
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