Theresa May ha tentato l'azzardo: andare al voto per capitalizzare l'orgoglio della parte di britannici che sono convinti che lasciare l'Europa sia la scelta migliore per preservare tradizioni ed economia. Partita con 20 punti di vantaggio sul Labour dell'"estremista" Corbyn,
domenica 28 maggio 2017
Russiagate, errore di genero
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| Jared Kushner con Ivanka |
sabato 27 maggio 2017
Il sabato del villaggio (globale) - 27 maggio 2017
Leggere per capire un po' meglio il villaggio del mondo e quello vicino a noi. Questa settimana parliamo di terrorismo e di Manchester, di un Trump sempre più in difficoltà delle trascurate conseguenze della Guerra dei sei giorni 50 anni dopo, di fake news, dei segreti di chi lavora per Facebook e di un formaggio molto saporito
Buona lettura!
I figli di Manchester
American dream. Or nightmare?
American dream. Or nightmare?
Crisi di nervi alla Casa Bianca
Perché Trump potrebbe anche essere messo in stato d'accusa
Perché la Cia si preoccupa delle mosse cinesi sulle spie
La semplicistica ricetta di Trump contro il jihadismo
Italian-France nightmare
Macron ha vinto. Bene, ora pensare all'opposizione. Lo spiega Varoufakis
Una Francia scandinava con Macron?
La Le Pen ha perso, ma chi l'ha votata è ancora lì
50 anni dopo la Guerra dei Sei giorni
Perché Israele è ancora divisa sull'eredità della Guerra dei Sei Giorni
Una Francia scandinava con Macron?
La Le Pen ha perso, ma chi l'ha votata è ancora lì
Medio Oriente
50 anni dopo la Guerra dei Sei giorni
Perché Israele è ancora divisa sull'eredità della Guerra dei Sei Giorni
Fuorisacco
Stanchi della fake news? Ecco come puntare sul vero giornalismo
Il corpo bomba
Cosa vuol dire fare i moderatori di Facebook? Essere pagati poco, pochissimo e lavorare tanto, tantissimo
Perché lo stinky cheese è così buono? Lo spiega la scienza
Trump, i conti non tornano
Al suo primo budget Donald Trump già sterza ed esce di strada. I conti non tornano sotto diversi punti di vista, sia su quello dei tagli che, ancora di più sulle coperture.Questo dimostra quanto sarà difficile per il neopresidente mantenere le promesse - esagerate - rivolte al suo elettorato e quanto Trump finisca per privilegiare, sempre e comunque, chi in America ha già molto.
mercoledì 24 maggio 2017
Un ricco e tanti poveri
Il bilancio federale è uscito allo scoperto e Trump con lui: più spese militari e tagli , consistenti, ai piani sociali, per le classi più povere e per chi si è impoverito in questi anni, quindi anche per buona parte della vecchia classe media. Un "budget" che non aiuterà di certo i lavoratori americani che a novembre hanno creduto nel messaggio, populista e di destra, di Donald Trump. Lo sostiene bene The Economist: "PRESIDENTIAL budget requests are worth exactly nothing. They carry no force of legislation. They land, heavy, bound and shrink-wrapped, so they can be immediately binned as Congress continues its now yearly stumble toward a “continuing resolution”—a supposedly temporary legislative act that in recent decades has almost entirely replaced the statutory budget process. The request from the President is the least consequential part of something that is completely broken. It functions like a bumper sticker on an old car. It only tells you about the person who’s driving. (...)
Fake di casa nostra
Notizie fasulle, fake in inglese o verità alternative come le definisce Trump e il suo inner circle. Il tema è ormai centrale nell'informazione , ma soprattutto in Italia dove la stampa vive un brutto momento in un Paese che si per sè non è mai stato un campione di lettura e di libera informazione, preferendo quella televisiva più sbrigativa e talvolta ben controllata dalla politica.
Ecco perchè è ancora più interessante questo pezzo di Pino Nicotri, vecchio cronista ora attivo nel sindacato Senza Bavaglio.
"Ha fatto il botto ed è però stranamente sparito subito non solo dalle prime pagine dei giornali e dalle breaking news delle televisioni. E come se non bastasse la smentita della sua esistenza non è stata riportata da nessun giornale italiano… Stiamo parlando del “forno crematorio siriano” che secondo la vulgata Assad avrebbe messo in funzione in una prigione a 50 chilometri da Damasco per fare sparire i cadaveri di migliaia di oppositori e presunti tali accoppati nelle più svariate maniere. (...)
Ecco perchè è ancora più interessante questo pezzo di Pino Nicotri, vecchio cronista ora attivo nel sindacato Senza Bavaglio.
"Ha fatto il botto ed è però stranamente sparito subito non solo dalle prime pagine dei giornali e dalle breaking news delle televisioni. E come se non bastasse la smentita della sua esistenza non è stata riportata da nessun giornale italiano… Stiamo parlando del “forno crematorio siriano” che secondo la vulgata Assad avrebbe messo in funzione in una prigione a 50 chilometri da Damasco per fare sparire i cadaveri di migliaia di oppositori e presunti tali accoppati nelle più svariate maniere. (...)
martedì 23 maggio 2017
Manchester tanto United
La solitudine dei numeri ultimi
Il trucco anche per i non esperti di comunicazione è fin troppo scoperto: la notizia positiva viene messa in evidenza nei titoli del Tg, spesso viene data nei pri servizi è sempre corredata da un filmato acconcio.
Quella negativa invece non va nei titoli di testa, finisce a metà tg quando l'attenzione va al minimo (poi riprende quando si passa all'ultima parte di sport e gossip) e non è corredata dal commento filmato.sabato 20 maggio 2017
Il nuovo Prince of Persia
Hassan Rouhani è stato rieletto presidente dell'Iran con il 56 per cento dei voti, oltre 23 milioni contro i 15 dell'avversario, conservatore, Ebrahin Raisi che ha raggiunto solo il 38 per cento ed è stato votato soprattutto nelle campagne. In questo modo viene evitato il ballottaggio.
Il sabato del villaggio (globale) - 21 maggio 2017
Buona lettura
Zitto e... Mosca
Come in vortice che si sta formando, le spire si avvolgono e si avvicinano al centro. Sempre più vicine. Ogni giorno che passa il Russiagate si arricchisce di nuovi capitoli, una ragnatela che si scopre un po' alla volta al centro della quale sta sempre lui: Donald Trump, 45° presidente degli Stati Uniti.
giovedì 18 maggio 2017
Il Donald alla Casa Bianca. Duck
"La cattiva notizia è che Donald Trump è il presidente più incompetente della storia moderna americana. La buona notizia è che Donald Trump è il presidente più incompetente della storia moderna americana. E' stato troppo incompetente per capire il proprio disegno di legge di assistenza sanitaria, o di descrivere con precisione la direzione in cui la “armada” progettata per intimidire la Corea del Nord si stava dirigendo, o se stesso trattenersi dal divulgare informazioni altamente riservate al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e all'ambasciatore russo Sergei Kislyak . Ma è anche troppo incompetente, a quanto pare, per distruggere la democrazia liberale". (Qui il pezzo completo)
mercoledì 17 maggio 2017
Un presidente declassificato - parte seconda
Piove. No su Trump ora grandina. In una gara a chi scova lo scoop più dirompente, al Washington Post e alla sua inchiesta sulle rivelazioni di informazioni riservate da parte del presidnete ai russi, ora il New York Times ribatte rivelando che esiste un memo di James Comey
martedì 16 maggio 2017
Un presidente declassificato
E' difficile poter dire quale è la situazione più grave nella quale si è infilato Donald Trump - e con lui l'America - in questi cinque mesi, tanto è lungo l'elenco di decreti bloccati e incostituzionali, inapplicati, sbagliati, riforme annunciate e subito abortite, gaffe ed errori marchiani, operazioni di pulizia interna e dimissioni di membri del suo staff, fake news e bugie.
Trumpgate, la via è aperta
Donald Trump ha rivelato informazioni preziose e riservate dell'intelligence ai russi durante i colloqui con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e l'ambasciatore negli Stati Uniti Sergey Kislyak?
Il Washington Post, che ha pubblicato la notizia esplosiva, si dice sicuro delle sue informazioni. E il giornale, le sue fonti, la sua serietà testimoniano della fondatezza.
Il Washington Post, che ha pubblicato la notizia esplosiva, si dice sicuro delle sue informazioni. E il giornale, le sue fonti, la sua serietà testimoniano della fondatezza.
Tum Post Global News 16 maggio 2017
The Umberto Montin ®Post
Aggiornarsi sul mondo, sull'Italia e sui territori, cogliere le idee, le innovazioni, le genti, i popoli felici e quelli no, i conflitti, le economie, interpretare le ricerche e gli studi, leggere le opinioni più accreditate. Questo ed altro sulle news de The Umberto Montin Post
lunedì 15 maggio 2017
La versione di Comey (secondo Trump)
sabato 13 maggio 2017
Il sabato del villaggio (globale) - 13 maggio 2017
Buona lettura!
giovedì 11 maggio 2017
Ispettore Trump, il caso Fbi è tuo
mercoledì 10 maggio 2017
Allons enfant Macron
Emmanuel Macron ha vinto la scommessa sua e quelle delle elite se va bene social-liberali pronte a riformare sì la Ue ma in senso ancora più liberistico eliminando quanto ancora rimane del sistema di welfare e diritti, del lavoro in primis, della socialdemocrazia arrivando perfino a incidere sul sistema della governance - quindi le riforme istituzionali, governi maggioritari e semipresidenziali, decisionisti senza il bilanciamento dei poteri parlametari e dei principali organi statali - a Bruxelles come in ogni altra capitale. In altri termini la 'Europa sarà a bi-trazione, non più la sola locomotiva tedesca a trainare in senso economico tutti gli altri, ma anche nella concezione finanziaria e fiscale. Saranno in due a decidere, Francia e Germania con il più giovane Macron e le sue truppe d'assalto under 30 a mirare alla messa in discussione della un po' usurata cancelliera.
Ecco chi è veramente Macron
Laprima prova, prossima, imminente sarà un'altra Loi Travail (vedere qui), più liberista, che rende il mercato del lavoro ancora più flessibile e quindi precario e i costi per le imprese spostati eventualmente sullo Stato.
L'unica possibilità che questo disegno rallenti o s'inceppi è affidato a due fattori: uno, che le elezioni legislative di giunto consegnino un Parlamento non in mano in toto a Macron ma che siano necessarie alleanze così da consegnare alla Francia un presidente dai ridotti potere effettivi; in secodo luogo, la forte opposizione sociale e di piazza, che nel recente passato era riassorbita dalla nuova posizione socialista, e ora potrebbe trovare in Melenchon o nello stesso Hamon o in altri dirigenti della sinistra del Ps i punti di riferimento ideali per riaccostarsi ai ceti popolari Messi ai margini (o vittime) dalla politica macroniana. Un'idea di come è da dove questa opposizione al disegno del nuovo presidente e alla restaurazione europea potrà ripartire la si può avere da questa analisi socio-zonale del voto.
Il "terzo turno" in strada si sta già preparando ed una sfida che Macron dovrà affrontare contro la maggioranza del suo Paese (non va dimenticata la sua percentuale del primo turno e soprattutto il prevalere dell'elettorato "critico"). In questo pezzo di Politico si spiega bene la scommessa politica dell'ambizioso presidente in una Francia dove, nonostante tutto e nonostante ciò che scrive una pubblicistica iperliberista, il sistema pubblico e anche l'impresa vanno molto meglio che non nel resto d'Europa.
lunedì 8 maggio 2017
Francia rassegnata. Anche se vince
Ore 20,15. Marine Le Pen riconosce la sconfitta e annuncia la nascita di un nuovo partito. Liquida il Fn, troppo fascista, e spiega che farà nascere una nuova forza di destra ma più moderata. Punta ad assorbire i Repubblicani, almeno i più conservatori. I gollisti sono quindi destinati a dividersi ea suddividersi tra Macron e la post Le Pen. Ma se farà così rischia di perdere la sacca di protesta, anche proveniente da sinistra, che le aveva dato la spinta. E si aprono nuovi spazi per Melenchon e per un Psf veramente di sinistra.
Il dato finale è Macron al 66,1, la Le Pen al 33,9%
Tum Post Global News - 8 maggio 2017
The Umberto Montin ®Post
Aggiornarsi sul mondo, sull'Italia e sui territori, cogliere le idee, le innovazioni, le genti, i popoli felici e quelli no, i conflitti, le economie, interpretare le ricerche e gli studi, leggere le opinioni più accreditate. Questo ed altro sulle news de The Umberto Montin Post
sabato 6 maggio 2017
France 2017, il candidato che non scalda. DOPO IL DIBATTITO
Toni duri, durissimi, sprezzanti, Macron e la Le Pen non se le sono risparmiate, ma il dibattito più che far luce sui punti di forza o piuttosto sulle debolezze di ciascun programma, è servito più a costruire uno show fra la (post?) candidata fascista e il professorino, perfetto prodotto della grande finanza globale e della scuole delle élite francesi, ben lontano da tentazioni progressiste. Ma alla fine, secondo il giudizio prevalente della Francia d'oltralpe, Macron è riuscito a reggere l'assalto rabbioso della sua avversaria e forse ha mostrato un maggiore profilo presidenziale. Che dopo possa bastare è tutto da dimostrare, certo con Marine Le Pen ci sarebbe solo il buio. In ogni caso una catastrofe per lavoratori, disoccupati, donne, giovani, scienziati, pensatori.
Leggete qui alcuni resoconti
venerdì 5 maggio 2017
Health Care, l'apartheid sanitario
C'è molto da vedere e da imparare dalla riforma - o in pratica l'abolizione di fatto - dell'Obamacare che Trump è riuscito a ottenere, per ora solo alla Camera. Ma di fatto è sicuro che fra poco e nei prossimi anni ben 24 milioni di americani resteranno senza copertura.
Tum Post Global News - 5 maggio 2017
The Umberto Montin ®Post
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Alla salute!
Nel mondo progressista americano corre un dubbio: e se Trump alla fine non fosse quel disastro e quel pericolo paventato?I più accorti - Elisabeth Warren ad esempio - non hanno dubbi e la loro esperienza li porta a sezionare l'attività della nuova presidenza e a distinguere fra l'effetto annuncio e la realtà, tra le "la fake news" o la "verità alternativa" e la realtà pura e semplice.
giovedì 4 maggio 2017
Tum Post Global News - 4 maggio 2017
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mercoledì 3 maggio 2017
Tum Post Global News 3 maggio 2017
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