lunedì 6 marzo 2017

Immigration. Out!

Arriva il Muslim Ban parte seconda. Anche se non si potrà chiamare più Muslim,
(la nuova definizione punta su Travel Ban) così avvertono dalla Casa Bianca, ma i fatti dicono il contrario.

Ecco chi riguarda e come

Appare un po' più attenuato rispetto al precedente e a minor rischio di stop da parte dei giudici. Ma in quanto a diritti umani non dovrebbe essere migliorato molto. Anzi. E gli effetti pratici sono tutti da studiare, quelli politici potrebbero essere più determinanti per rassicurare l'elettoirato di Trump. Il quale, in fondo, a questo punta.

Come funzionerà

In sintesi questi sono i termini del nuovo provvedimento.

Le differenze principali rispetto al precedente è che riguarda sei paesi musulmani  e non più sette, l'Iraq alleato fondamentale (e sono molti i soldati che hanno collaborato con gli americani)  è rimasto fuori.
Secondo la consigliera Kellyanne Conway, l'esclusione dell'Iraq è avvenuta perché gli iracheni sarebbero già sottoposti a controlli preventivi molto severi.
Poi si danno 10 giorni i tempo per l'esecutività, in modo da evitare le complicazioni, le gaffe e gli errori del primo "ban" con funzionari che bloccavano in aeroporto ignari viaggiatori, molti dei quali americani da anni. E poi, proprio in riferimento al punto precedente, non riguarda chi ha già visti ed è più tollerante sui musulmani americani.
Insomma è stato studiato per non incrociare le accuse di razzismo e di attentatori dei diritti civili fioccate in precedenza. Ma il problema che potrebbe rivelarsi ancora insormontabile nei tribunali, è la discriminazione religiosa se non vera e propria razziale, che sta dietro l'enumerazione dei Paesi della black list: come si fa a sostenere che sono i più rischiosi dal punto di vista terroristico quando, ad esempio, è quasi più facile che vi sia un terrorista nelle migliaia e decine di migliaia di francesi o inglesi (con ascendenze mediorientali) che sbarcano ogni giorno negli States che non fra le poche centinaia di somali o fra i libici o i sudanesi

Il nuovo ordine esecutivo presidenziale comunque rientra nella strategia di Trump per liberarsi dalle spire del caso Russia che è già costato il posto al consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn e ha fatto traballare il ministro della giustizia Jeff Simmons: in sostanza il primo avrebbe discusso, prima del voto di novembre, con l'ambasciatore russo delle sanzioni di Obama presumibilmente facendo trapelare un diverso comportamento di un eventuale Trump presidente. L'altro, Simmons, sarebbe stato anche lui responsabile di contatti con la diplomazia russa prima dell'elezione di Trump e di aver mentito, negando gli incontri, al Congresso sulla stessa circostanza.
Per uscire dunque dal caso Russia (vedere la puntuale ricostruzione temporale che ne ha fatto Politico) dunque Trump avrebbe cercato di dare massima enfasi al Muslim Ban 2, ma soprattutto scatenato l'offensiva social contro Obama, accusandolo di aver ordinato intercettazioni nella Trump Tower. Accusa non supportata da alcuna prova (e il presidente non avrebbe potuto ordinarlo) e smentita dall'Fbi che ha anche chiesto al dipartimento della giustizia di smentire la Casa Bianca. Cosa, ovviamente, non avvenuta.
Da rilevare come il presidente in questi giorni sia furioso (leggere qui ) per aver visto dissiparsi subito il credito ottenuto con il discorso sullo stato dell'Unione e dare ancora una volta l'immagine di una amministrazione nel caos, sotto scacco e criticata da ampi settori della stessa maggioranza.

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