Uno dei problemi sarà far capire alle fascio-destre italiane che a Mattarella si può dire di no, anche minacciarlo di impeachment, che si può promettere di ribaltare i tavoli a Bruxelles pretendendo di cambiare le regole,ma un’altra cosa è pretendere che chi macina denaro, chi specula sul debito italiano, chi si arricchisce sul sangue di un Paese smetta.
martedì 29 maggio 2018
lunedì 28 maggio 2018
Bambini perduti
Populismi Show
Esce Conte, entra Cottarelli. Escono le utopie nazional-pauperiste, entra il realismo cinico dell'eurocapitalismo a trazione alemanna e centro-nord europea. Esce l'Italia. Si congeda dal consesso continentale e si prepara forse al declino decisivo e incolmabile in tempi in cui la politica si misura anche in nanosecondi.
sabato 26 maggio 2018
martedì 22 maggio 2018
TumPost May 22, 2018
T.U.M.
POST
CONFUSIONE SOTTO IL CIELO ITALIANO
Alla fine il nome del premier del governo 5Stelle-Lega è uscito, anzi confermato: Giuseppe Conte, giurista, cattedra di diritto privato a Firenze e alla Luiss, esperto in materie di diritto amministrativo. Il problema: nonostante le spiegazioni di Di Maio ("era nella squadra dei ministri che abbiamo presentato prima del voto, quindi è stato eletto anche lui da 11 milioni di italiani") sono pura propaganda. E l'irritazione al Quirinale è forte: sia per il forte "suggerimento" al presidente della Repubblica che per la figura del "terzo", uomo senza truppe e chiamato a eseguire il contratto firmato dai due leader, un mero esecutore quando invece la costituzione, art. 95, delinea bene l'autonomia del premier. La vicenda del governo, che sembrava in dirittura, s'ingarbuglia: Mattarella potrebbe ritardare, frenare, addirittura respingere il suggerimento e dara l'incarico a uno dei due leader, cosa che farebbe scoppiare il fragile accordo nonostante la colla del contratto. Intanto lo spread sale a 185, l'Europa attacca l'Italia e denuncia il pericolo del governo populista, le agenzie di rating iniziano il balletto sinistro.
CONFUSIONE SOTTO IL CIELO AMERICANO
Trump dopo un incontro con il vice procuratore generale Rod Rosenstein e del direttore dell'FBI Christopher Wray, attraverso la portavoce Sarah Sanders ha fatto sapere che l'ispettore generale del Dipartimento di Giustizia esaminerà "eventuali irregolarità con le tattiche del Federal Bureau of Investigation o del Dipartimento di Giustizia riguardanti la campagna di Trump". Aumenta dunque la pressione della Casa Bianca su Fbi e, più o meno direttamente, sull'inchiesta del Russiagate. Ma potrebbe essere un boomerang per la presidenza. La decisione tuttavia, mostra anche il livello di nervosismo che ha raggiunto l'ex tycoon, preoccupato di quanto è emerso finora e potrebbe ancora venire alla luce. La scorsa settimana Trump aveva denunciato la presenza di un informatore nello staff della campagna elettorale.
Alla fine il nome del premier del governo 5Stelle-Lega è uscito, anzi confermato: Giuseppe Conte, giurista, cattedra di diritto privato a Firenze e alla Luiss, esperto in materie di diritto amministrativo. Il problema: nonostante le spiegazioni di Di Maio ("era nella squadra dei ministri che abbiamo presentato prima del voto, quindi è stato eletto anche lui da 11 milioni di italiani") sono pura propaganda. E l'irritazione al Quirinale è forte: sia per il forte "suggerimento" al presidente della Repubblica che per la figura del "terzo", uomo senza truppe e chiamato a eseguire il contratto firmato dai due leader, un mero esecutore quando invece la costituzione, art. 95, delinea bene l'autonomia del premier. La vicenda del governo, che sembrava in dirittura, s'ingarbuglia: Mattarella potrebbe ritardare, frenare, addirittura respingere il suggerimento e dara l'incarico a uno dei due leader, cosa che farebbe scoppiare il fragile accordo nonostante la colla del contratto. Intanto lo spread sale a 185, l'Europa attacca l'Italia e denuncia il pericolo del governo populista, le agenzie di rating iniziano il balletto sinistro.
CONFUSIONE SOTTO IL CIELO AMERICANO
Trump dopo un incontro con il vice procuratore generale Rod Rosenstein e del direttore dell'FBI Christopher Wray, attraverso la portavoce Sarah Sanders ha fatto sapere che l'ispettore generale del Dipartimento di Giustizia esaminerà "eventuali irregolarità con le tattiche del Federal Bureau of Investigation o del Dipartimento di Giustizia riguardanti la campagna di Trump". Aumenta dunque la pressione della Casa Bianca su Fbi e, più o meno direttamente, sull'inchiesta del Russiagate. Ma potrebbe essere un boomerang per la presidenza. La decisione tuttavia, mostra anche il livello di nervosismo che ha raggiunto l'ex tycoon, preoccupato di quanto è emerso finora e potrebbe ancora venire alla luce. La scorsa settimana Trump aveva denunciato la presenza di un informatore nello staff della campagna elettorale.
lunedì 21 maggio 2018
La Cina è vicina. Anche troppo a Trump
Tutto da rifare, infatti, perché la svolta si è compiuta: la Casa Bianca, e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin l'ha confermato implicitamente, parlando di trattative commerciali che stanno andando nel senso di porre fine alla guerra commerciale.
Ma la scelta rischia di tradursi in un segnale di estrema debolezza del presidente americano in particolare verso i suoi elettori e la contropartita dei 200 mld di maggiori importazioni entro il 2020 - tesi espressa dai funzionari americani ma smentiti duelli cinesi - appare come un tentativo di alzare una cortina fumogena sul ripensamento di Washington. Non solo, la nuova posizione mette in condizione i negoziatori Usa di ritrovarsi impantanati in una trattativa infinita, come del resto è accaduto ai predecessori di Trump.
Fra gli altri elementi che una nuova apertura sui dazi provocherebbe, vi sono anche le questioni della protezione e le relative violazioni della proprietà intellettuale . Quindi giusto forzare Pechino ad aprirsi maggiormente alle merci Usa, ma va risolto prima -dicono in molti - il caso di trasferimenti forzati di tecnologia, il cyberfurto e la difesa delle innovazioni a stelle e strisce.
(dal New York Times) In a statement Sunday, Robert Lighthizer, the United States trade representative who led an investigation last year into China’s infringement of American intellectual property, said that the United States had agreed on a framework to address the serious issues his investigation had identified.
“Getting China to open its market to more U.S. exports is significant, but the far more important issues revolve around forced technology transfers, cyber theft and the protection of our innovation,” he said. He added that the United States would use “all of its legal tools to protect our technology.”
Links
http://theumbertomontinpost.blogspot.it/2018/03/trump-luomo-che-vuole-male-agli.html
http://theumbertomontinpost.blogspot.it/2018/03/a-la-guerre-comme-la-guerre.html
sabato 19 maggio 2018
TumPost May 19, 2018
T.U.M.
POST| AMERICA A MANO ARMATA. Uno studente di Santa Fe compie l'ennesima strage a scuola, uccide 9 compagni e un insegnate con un fucile e un revolver calibro 38 |
venerdì 18 maggio 2018
Flat Detax
Signori, benvenuti alla lotteria nazionale che ha una particolarità: fa vincere tutti, e i premi non sono di poco conto. Alla fine si potrebbe risparmiare in tasse anche più del 50%.
martedì 15 maggio 2018
TumPost May 15, 2018
TumPost Diary
MEDIO ORIENTE. L'ambasciata a Gerusalemme è inaugurata fra i tripudio israeliano e quello americano di parte trumpiana. Ma la svolta del presidente - che ha chiarito di considerare la città come capitale dello Stato d'Israele dimenticando così le altre religioni che considerano Gerusalemme allo stesso livello - è stata oscurata dall'anticipo della Nakba, la giornata della catastrofe (oggi) cui Hamas si richiama per spingere le masse palestinesi verso i territori occupati e quindi verso le barriere. Il risultato è stata una delle peggiori stragi patite dai palestinesi, 55 morti, quasi 3 mila feriti, una tragedia che ha portato il mondo islamico a insorgere Giordania, Kuwait, Egitto), dalla Lega Araba in questi anni silente sulla questione palestinese, fino alla Turchia e al Sud Africa che ha richiamato gli ambasciatori in America e in Israele. Hamas sfrutta in modo cinico la situazione, ma i cecchini che sparano a freddo su manifestanti inermi - compresi donne e bambini - gettano un'ombra pesantissima sull'esercito e sugli ordini di Netanyahu che ormai appare non porsi più limiti contando sulla sponda Usa. Se quello di Gerusalemme voleva essere un segnale, oggi appare un segnale di guerra per cambiare definitivamente il volto del medio oriente. Ma il prezzo potrebbe essere carissimo per tutto il mondo, un prezzo fissato da due irresponsabili e pericolosi: Trump e Netanyahu.
IRAQ. Arriva dal passato, ma potrebbe essere il futuro.Il leader sciita Moqtada al Sadr, con tanto di milizia ben armata e addestrata dai tempi della guerra agli americani, vince le elezioni e adesso può condizionare il primo ministro al Abadi. ma rafforza anche il campo sciita in Iraq, terreno di conquista o di alleanza dell'Iran. Una brutta notizia per gli Usa nel giorni in cui Trump cerca di dare fuoco alle polveri della contrapposizione muscolare piuttosto che gettarvi acqua sopra. Tuttavia è sbagliato che Sadr sostenga l'Iran, Paese da lui criticato per i tentativi di affermarsi in Siria e condizionare l'Iraq. Moqtada, che ha creato una coalizione con i partiti laici e con i comunisti, è sciita ma attacca l'establishment sciita iracheno, travolto dalla corruzione. Al Sadr vuole rompere con questo ceto di potere e per questo ha infarcito la sua lista di laici e adotta una linea fermamente nazionalista e anti corruzione.
ITALIA. Traballa l'accordo Lega-CinqueStelle quando il governo pareva vicino. Si sono divisi sul nome del premier - tecnico o politico - senza rendersi conto dell'assurdità di suggerire al presidente Mattarella il nome di una persona stimata e in gamba ma costretta ad accettare a scatola chiusa un programma di altri, senza poter nominare ministri e controllare o avere influenza sui gruppi parlamentari. Ma si sono spaccati su molti punti qualificanti del programma - giustizia, immigrati, infrastrutture e forse molto altro, economia, lavoro etc - e soprattutto Salvini si sente messo all'angolo da Mattarella che vuole rassicurazioni sui ministri dell'Economia, della Difesa, sul rispetto dei trattati Ue e molto altro. Conclusione: si avvicina un governo del presidente e un voto, probabilmente in autunno, a meno che il Colle non riesca a traghettare tutti - partiti e Paese - al 2019.
MEDIO ORIENTE. L'ambasciata a Gerusalemme è inaugurata fra i tripudio israeliano e quello americano di parte trumpiana. Ma la svolta del presidente - che ha chiarito di considerare la città come capitale dello Stato d'Israele dimenticando così le altre religioni che considerano Gerusalemme allo stesso livello - è stata oscurata dall'anticipo della Nakba, la giornata della catastrofe (oggi) cui Hamas si richiama per spingere le masse palestinesi verso i territori occupati e quindi verso le barriere. Il risultato è stata una delle peggiori stragi patite dai palestinesi, 55 morti, quasi 3 mila feriti, una tragedia che ha portato il mondo islamico a insorgere Giordania, Kuwait, Egitto), dalla Lega Araba in questi anni silente sulla questione palestinese, fino alla Turchia e al Sud Africa che ha richiamato gli ambasciatori in America e in Israele. Hamas sfrutta in modo cinico la situazione, ma i cecchini che sparano a freddo su manifestanti inermi - compresi donne e bambini - gettano un'ombra pesantissima sull'esercito e sugli ordini di Netanyahu che ormai appare non porsi più limiti contando sulla sponda Usa. Se quello di Gerusalemme voleva essere un segnale, oggi appare un segnale di guerra per cambiare definitivamente il volto del medio oriente. Ma il prezzo potrebbe essere carissimo per tutto il mondo, un prezzo fissato da due irresponsabili e pericolosi: Trump e Netanyahu.
IRAQ. Arriva dal passato, ma potrebbe essere il futuro.Il leader sciita Moqtada al Sadr, con tanto di milizia ben armata e addestrata dai tempi della guerra agli americani, vince le elezioni e adesso può condizionare il primo ministro al Abadi. ma rafforza anche il campo sciita in Iraq, terreno di conquista o di alleanza dell'Iran. Una brutta notizia per gli Usa nel giorni in cui Trump cerca di dare fuoco alle polveri della contrapposizione muscolare piuttosto che gettarvi acqua sopra. Tuttavia è sbagliato che Sadr sostenga l'Iran, Paese da lui criticato per i tentativi di affermarsi in Siria e condizionare l'Iraq. Moqtada, che ha creato una coalizione con i partiti laici e con i comunisti, è sciita ma attacca l'establishment sciita iracheno, travolto dalla corruzione. Al Sadr vuole rompere con questo ceto di potere e per questo ha infarcito la sua lista di laici e adotta una linea fermamente nazionalista e anti corruzione.
ITALIA. Traballa l'accordo Lega-CinqueStelle quando il governo pareva vicino. Si sono divisi sul nome del premier - tecnico o politico - senza rendersi conto dell'assurdità di suggerire al presidente Mattarella il nome di una persona stimata e in gamba ma costretta ad accettare a scatola chiusa un programma di altri, senza poter nominare ministri e controllare o avere influenza sui gruppi parlamentari. Ma si sono spaccati su molti punti qualificanti del programma - giustizia, immigrati, infrastrutture e forse molto altro, economia, lavoro etc - e soprattutto Salvini si sente messo all'angolo da Mattarella che vuole rassicurazioni sui ministri dell'Economia, della Difesa, sul rispetto dei trattati Ue e molto altro. Conclusione: si avvicina un governo del presidente e un voto, probabilmente in autunno, a meno che il Colle non riesca a traghettare tutti - partiti e Paese - al 2019.
lunedì 14 maggio 2018
TumPost Diary, May 14, 2018
TumPost Diary
Buongiorno Italia, ecco il punto per oggi
MEDIO ORIENTE. Se c'è un giorno cruciale, questo potrebbe essere proprio il 14 maggio. Ed essere ricordato sui libri di storia. Come, non si può dirlo. Il 14 è il giorno in cui gli Usa spostano la loro ambasciata in Israele a Gerusalemme.
Buongiorno Italia, ecco il punto per oggi
MEDIO ORIENTE. Se c'è un giorno cruciale, questo potrebbe essere proprio il 14 maggio. Ed essere ricordato sui libri di storia. Come, non si può dirlo. Il 14 è il giorno in cui gli Usa spostano la loro ambasciata in Israele a Gerusalemme.
domenica 13 maggio 2018
TumPost Diary May 13, 2018
TumPost Diary
PARIGI. Il terrorismo colpisce ancora l'Europa. E ancora una volta la Francia e Parigi. UN terrorista islamico ha colpito cinque passanti, uccidendone uno e ferendone altri quattro prima di essere abbattuto dalla polizia. L'attacco è avvenuto nel cuore della capitale, nei pressi dell'Opera. L'episodio riporta in alto l'allarme in Europa in particolare nei Paesi in prima linea nella guerra contro il sedicente Califfato. Ma riapre la discussione sulle misure di sicurezza nelle città, la prevenzione - e su questo i servizi segreti francesi hanno mostrato più volte falle o trascuratezze -, sul ruolo dei giovani di origine araba o comunque di fede islamica nati in Occidente, sui migranti, sul ritorno del foreign fighters. E sulla nostra libertà in tempi di terrorismi fai-da-te.
USA. In America la Casa Bianca rifiuta di scusarsi con il senatore repubblicano John McCain per le frasi offensive, legate alla sua malattia, pronunciate da un'assistente di Trump. Senza vergogna. McCain, seppure malato, non risparmia di far pesare la sua autorevolezza. Ad esempio quando ha invitato i repubblicani a non far passare l'ultima nomina di Trump, quella del capo della Cia, in quanto Gina Haspel avrebbe condiviso le pratiche di tortura durante gli interrogatori all'epoca delle rendition e a tutt'oggi si rifiuta di prendere in considerazione una revisione sullo stesso tema e di fare chiarezza.
ITALIA. Proseguono le trattative fra Lega e M5s. Questi ultimi cercano di vincere le resistenze interne, dell'ala sinistra, di chi si sente a disagio con Salvini e teme che la politica aggressiva e populista di quest'ultimi finisca per svuotare il bacino di protesta dei Cinquestelle. Per ora - ieri l'incontro al Pirellone -sono stati messi a punti una ventina di punti, su molti dei quali però non c'è ancora accordo. Così come manca un'identità condivisa del premier da dare a Mattarella. Impressioni: il governo potrebbe anche non nascere, troppe le diffidenze e le dirigenza checché se ne pensi. Ma se nasce il premier "terzo" dovrà passare il tempo a cercare di non perdere il sostegno dei partiti non suoi per riuscire a portare avanti i punti del programma. Sarà comunque una partita complessa. Il voto in autunno potrebbe non essersi allontanato troppo. E i mercati molto probabilmente non avranno pazienza fino ad allora, soprattutto con flat tax e spese senza copertura effettiva. E poi è tornato il fattore B. Berlusconi è candidabile, presto tornerà in Senato ma soprattutto potrebbe essere tentato di affrontare di nuovo il voto, convinto di prendere più consensi. Così Salvini potrebbe tornare appieno in un centrodestra magari diventato maggioritario.
PARIGI. Il terrorismo colpisce ancora l'Europa. E ancora una volta la Francia e Parigi. UN terrorista islamico ha colpito cinque passanti, uccidendone uno e ferendone altri quattro prima di essere abbattuto dalla polizia. L'attacco è avvenuto nel cuore della capitale, nei pressi dell'Opera. L'episodio riporta in alto l'allarme in Europa in particolare nei Paesi in prima linea nella guerra contro il sedicente Califfato. Ma riapre la discussione sulle misure di sicurezza nelle città, la prevenzione - e su questo i servizi segreti francesi hanno mostrato più volte falle o trascuratezze -, sul ruolo dei giovani di origine araba o comunque di fede islamica nati in Occidente, sui migranti, sul ritorno del foreign fighters. E sulla nostra libertà in tempi di terrorismi fai-da-te.
USA. In America la Casa Bianca rifiuta di scusarsi con il senatore repubblicano John McCain per le frasi offensive, legate alla sua malattia, pronunciate da un'assistente di Trump. Senza vergogna. McCain, seppure malato, non risparmia di far pesare la sua autorevolezza. Ad esempio quando ha invitato i repubblicani a non far passare l'ultima nomina di Trump, quella del capo della Cia, in quanto Gina Haspel avrebbe condiviso le pratiche di tortura durante gli interrogatori all'epoca delle rendition e a tutt'oggi si rifiuta di prendere in considerazione una revisione sullo stesso tema e di fare chiarezza.
ITALIA. Proseguono le trattative fra Lega e M5s. Questi ultimi cercano di vincere le resistenze interne, dell'ala sinistra, di chi si sente a disagio con Salvini e teme che la politica aggressiva e populista di quest'ultimi finisca per svuotare il bacino di protesta dei Cinquestelle. Per ora - ieri l'incontro al Pirellone -sono stati messi a punti una ventina di punti, su molti dei quali però non c'è ancora accordo. Così come manca un'identità condivisa del premier da dare a Mattarella. Impressioni: il governo potrebbe anche non nascere, troppe le diffidenze e le dirigenza checché se ne pensi. Ma se nasce il premier "terzo" dovrà passare il tempo a cercare di non perdere il sostegno dei partiti non suoi per riuscire a portare avanti i punti del programma. Sarà comunque una partita complessa. Il voto in autunno potrebbe non essersi allontanato troppo. E i mercati molto probabilmente non avranno pazienza fino ad allora, soprattutto con flat tax e spese senza copertura effettiva. E poi è tornato il fattore B. Berlusconi è candidabile, presto tornerà in Senato ma soprattutto potrebbe essere tentato di affrontare di nuovo il voto, convinto di prendere più consensi. Così Salvini potrebbe tornare appieno in un centrodestra magari diventato maggioritario.
sabato 12 maggio 2018
venerdì 11 maggio 2018
TumPost Diary May 11, 2018
THE ITALIAN JOB
L'Italia si appresta ad avere il primo governo populista in Europa. L'allarme sale di ora in ora a Bruxelles. Un potente come Prodi si dice preoccupato e il Professore è molto ascoltato in sede europea. Ma non è detto che il governo M5S-Lega nasca: ci vuole un premier condiviso, una condivisione di massima su un bel po' di punti - ma saranno accantonati quelli spinosi (e urgenti) - e nomi forti, competenti e autorevoli come ministri. Partita complicata. E ancora di più lo è con Berlusconi dietro le quinte, preoccupato di avere ministri amici e tutele di interessi inalterate. dall'altro Renzi che, con l'Esecutivo, vede allontanarsi la pericolosa prospettiva di elezioni e comincia ad assaporare il sogno di una risalita dall'opposizione. Fantasmi
THE AMERICAN JOB
Trump con la moglie Melania va alla base di Andrews per accogliere tre cittadini americani di origine coreana imprigionati nella Corea del Nord da anni e accusati di essere spie. Kim Jong-Un li ha liberati dopo 'incontro con i Segretario di Stato Mike Pompeo e in vista dell'incontro con Trum il prossimo 12 giugno a Singapore. Trump mano nella mano con Melania, Trump che fa liberare prigionieri in mano ai comunisti, Trump che accenna al Nobel per la Pace che gli spetterebbe (dice lui). Un grande show, compreso quello familiare, per tenere lontano le inchieste che assediano il presidente Usa, smentire la crisi coniugale (i due vivrebbero separati), contrastare chi lo accusa di voler precipitare gli usa e il Medio Oriente in una guerra ritirandosi dall'accordo sul nucleare con l'Iran.
THE SECRET JOB
Il nuovo direttore designato della Cia Gina Haspel è stata vagliata dalla commissione del Senato. Doo 33 anni di servizio, ha un curriculum di primo livello. Ma le è stato chiesto di ripudiare e ammettere di aver diretto e poi coperto operazioni segrete in Thailandia nel post 11 settembre, consentendo l'uso di metodi di tortura. Adesso la Haspel rischia di doversi difendere ancora su questo versante. Ma il pentimento non fa parte del suo lessico. E tantomeno il ripudio. Potrebbe essere bocciata? Non si sa mai. Nelle stesse ore il direttore delle sicurezza interna Kirstyen Nielsen ha minacciato le dimissioni dopo essere stata attaccata a fondo dal presidente.
L'Italia si appresta ad avere il primo governo populista in Europa. L'allarme sale di ora in ora a Bruxelles. Un potente come Prodi si dice preoccupato e il Professore è molto ascoltato in sede europea. Ma non è detto che il governo M5S-Lega nasca: ci vuole un premier condiviso, una condivisione di massima su un bel po' di punti - ma saranno accantonati quelli spinosi (e urgenti) - e nomi forti, competenti e autorevoli come ministri. Partita complicata. E ancora di più lo è con Berlusconi dietro le quinte, preoccupato di avere ministri amici e tutele di interessi inalterate. dall'altro Renzi che, con l'Esecutivo, vede allontanarsi la pericolosa prospettiva di elezioni e comincia ad assaporare il sogno di una risalita dall'opposizione. Fantasmi
THE AMERICAN JOB
Trump con la moglie Melania va alla base di Andrews per accogliere tre cittadini americani di origine coreana imprigionati nella Corea del Nord da anni e accusati di essere spie. Kim Jong-Un li ha liberati dopo 'incontro con i Segretario di Stato Mike Pompeo e in vista dell'incontro con Trum il prossimo 12 giugno a Singapore. Trump mano nella mano con Melania, Trump che fa liberare prigionieri in mano ai comunisti, Trump che accenna al Nobel per la Pace che gli spetterebbe (dice lui). Un grande show, compreso quello familiare, per tenere lontano le inchieste che assediano il presidente Usa, smentire la crisi coniugale (i due vivrebbero separati), contrastare chi lo accusa di voler precipitare gli usa e il Medio Oriente in una guerra ritirandosi dall'accordo sul nucleare con l'Iran.
THE SECRET JOB
Il nuovo direttore designato della Cia Gina Haspel è stata vagliata dalla commissione del Senato. Doo 33 anni di servizio, ha un curriculum di primo livello. Ma le è stato chiesto di ripudiare e ammettere di aver diretto e poi coperto operazioni segrete in Thailandia nel post 11 settembre, consentendo l'uso di metodi di tortura. Adesso la Haspel rischia di doversi difendere ancora su questo versante. Ma il pentimento non fa parte del suo lessico. E tantomeno il ripudio. Potrebbe essere bocciata? Non si sa mai. Nelle stesse ore il direttore delle sicurezza interna Kirstyen Nielsen ha minacciato le dimissioni dopo essere stata attaccata a fondo dal presidente.
giovedì 10 maggio 2018
L'uomo del banco dei pegni - The pawn shop man
Potrebbe essere una spiegazione: i beni di famiglia, i gioielli sono finiti al banco dei pegni, un banco per ricchi, ricchissimi, come Donald Trump.
mercoledì 9 maggio 2018
Iran, ma i mercati e le economie sono contente?
Aver stracciato l'accordo sul nucleare con l'Iran, farà bene ai mercati e alle economie globali?
I dubbi sono tanti forse troppi e pesano soprattutto sulla presidenza che ha sempre assicurato di lavorare per l'industria americana.
I dubbi sono tanti forse troppi e pesano soprattutto sulla presidenza che ha sempre assicurato di lavorare per l'industria americana.
Alea iacta est
Via dall'accordo del 2015, via dal JCPOA siglato con l'Iran da Stati Uniti , Russia, Cina, Germania, Francia, Gran Bretagna e dalla Unione Europea, via dal sogno di fermare la proliferazione atomica in quell'angolo di Medio Oriente (perché, un po' più in là, anche se mai confermato, in Israele le armi nucleari ci sono). Trump ha tratto il dado, alea iacta est.
sabato 5 maggio 2018
mercoledì 2 maggio 2018
California dreaming's cars
La California va alla guerra con Trump. E ci va salendo in auto. Un'auto pulita. Quella che vuole rispettare gli standard sulle emissioni come voluto all'epoca di Obama, standard che ora l'amministrazione vorrebbe cambiare in quanto giudicati dall'Epa - l'agenzia per la protezione ambientale - l' "troppo rigidi e vincolanti" per le aziende automobilistiche. Così il procuratore generale della California Xavier Becerra sta lanciando una causa contro il governo federale. W altroi sedici Stati più il distretto di Columbia si sono schierati con la California e sono pronti afare lo stesso.
Questa che si annuncia come una delle contrapposizioni più forti tra potere federale del presidente e gli Stati vuole contrastare la volontà dell'Epa di riscrivere i limiti sulle emissioni di biossido di carbonio. Becerra ha negato di voler scatenare una guerra contro Trump, ma ha detto che la posta è troppo alta "per le nostre famiglie, la nostra salute e il pianeta". Obama aveva mantenuto gli standard Epa e ribadito che erano corretti, il tutto deciso una settimana prima dell'insediamento del nuovo presidente che, nel marzo scorso, sulla pressione delle case costruttrici di auto ha dato loro ragione annunciando la revisione.
Becerra, annunciando il ricorso in forza dell'autorità di decisione statale sulla qualità dell'aria ottenuta fin dal 1970, era affiancato anche dal governatore californiano, Jerry Brown che ha detto :
"Pruitt and I suppose his boss Mr. Trump, they want people to buy more gas, to create more pollution. The fires, the rising sea levels, the mudslides” and other “turmoil that’s going to come about -- this is real stuff. If Pruitt and Trump don’t get it, they need to go.”
Il problema, al di là del contenzioso legale, è che la scelta californiana - sesta economia mondiale, tra l'altro - e e degli altri Stati decisi a mantenere standard più alti e a decidere in proprio su questo è che tutti insieme rappresentando il 43% delle vendite di auto nuovo negli Stati Uniti, sostiene Bloomberg. E sempre Bloomberg riporta i critici secondo i quali una revisione in questoi momento metterebbe l'industria dell'auto americana in condizioni di maggiore debolezza rispetto alle scelte e quindi ai modelli dell'industria europea e cinese.
Sempre Bloomberg riporta il parere del professore Dan Sperling, docente di trasporti all'Università della California:
"You’re going to back off from investing in the most advanced technologies just at the time the European and Chinese companies have their pedal to the floor. The U.S. is on the verge of ceding its leadership in the global auto industry”The New York Times
Herald Times
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