TumPost Diary
PARIGI. Il terrorismo colpisce ancora l'Europa. E ancora una volta la Francia e Parigi. UN terrorista islamico ha colpito cinque passanti, uccidendone uno e ferendone altri quattro prima di essere abbattuto dalla polizia. L'attacco è avvenuto nel cuore della capitale, nei pressi dell'Opera. L'episodio riporta in alto l'allarme in Europa in particolare nei Paesi in prima linea nella guerra contro il sedicente Califfato. Ma riapre la discussione sulle misure di sicurezza nelle città, la prevenzione - e su questo i servizi segreti francesi hanno mostrato più volte falle o trascuratezze -, sul ruolo dei giovani di origine araba o comunque di fede islamica nati in Occidente, sui migranti, sul ritorno del foreign fighters. E sulla nostra libertà in tempi di terrorismi fai-da-te.
USA. In America la Casa Bianca rifiuta di scusarsi con il senatore repubblicano John McCain per le frasi offensive, legate alla sua malattia, pronunciate da un'assistente di Trump. Senza vergogna. McCain, seppure malato, non risparmia di far pesare la sua autorevolezza. Ad esempio quando ha invitato i repubblicani a non far passare l'ultima nomina di Trump, quella del capo della Cia, in quanto Gina Haspel avrebbe condiviso le pratiche di tortura durante gli interrogatori all'epoca delle rendition e a tutt'oggi si rifiuta di prendere in considerazione una revisione sullo stesso tema e di fare chiarezza.
ITALIA. Proseguono le trattative fra Lega e M5s. Questi ultimi cercano di vincere le resistenze interne, dell'ala sinistra, di chi si sente a disagio con Salvini e teme che la politica aggressiva e populista di quest'ultimi finisca per svuotare il bacino di protesta dei Cinquestelle. Per ora - ieri l'incontro al Pirellone -sono stati messi a punti una ventina di punti, su molti dei quali però non c'è ancora accordo. Così come manca un'identità condivisa del premier da dare a Mattarella. Impressioni: il governo potrebbe anche non nascere, troppe le diffidenze e le dirigenza checché se ne pensi. Ma se nasce il premier "terzo" dovrà passare il tempo a cercare di non perdere il sostegno dei partiti non suoi per riuscire a portare avanti i punti del programma. Sarà comunque una partita complessa. Il voto in autunno potrebbe non essersi allontanato troppo. E i mercati molto probabilmente non avranno pazienza fino ad allora, soprattutto con flat tax e spese senza copertura effettiva. E poi è tornato il fattore B. Berlusconi è candidabile, presto tornerà in Senato ma soprattutto potrebbe essere tentato di affrontare di nuovo il voto, convinto di prendere più consensi. Così Salvini potrebbe tornare appieno in un centrodestra magari diventato maggioritario.
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