che non racconterebbe quanto di bene fa la sua amministrazione, che dà sondaggi poco positivi per lui, che raccoglie le spifferate dei servizi segreti (traditori anche loro, in mano a uomini di Obama!), che non racconta gli americani quanto è meravigliosa l'opera del presidente che fa quanto ha promesso agli americani stessi, è un inedito per metodo e toni negli States
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Agli italiani abituati per vent'anni e più a Berlusconi (che pure possiede metà delle tv nazionali e ha una forte presenza pure nei giornali, diretta o indiretta), ma anche a certa sinistra e a un certo mondo del giornalismo che rinuncia alla sua funzione, questa intemerata farà sorridere tutt'al più. Già visto e per la stampa già provato. Comunque non è bello. La stampa Usa per fortuna, e a differenza di quella italiana, ha una formazione più robusta e attrezzata. I proprietari forse un po' meno, ma la credibilità nel Paese è ancora consistente, nonostante la ormai costante flessione di copie, e nonostante quella stesa stampa non sia riuscita prevedere il fenomeno Trump e sia ancora spesso troppo concentrata sui giochetti di potere Washington-centrici.
Però Trump un errore l'ha commesso, ed è grosso: dopo un mese è già ai ferri corri, ha dimenticato gli errori e gli incidenti gravi (persi il segretario per la sicurezza nazionale, e il ministro del lavoro, quello dell'istruzione passato al Senato solo per il voto inusuale del vicepresidente Pence, i suoi ordini esecutivi a cominciare dal Muslims Ban sono stati messi alla berlina e bloccati dai giudici, centinaia di funzionari sono in fuga con il conseguente impasse di molti dossier, mezzo partito repubblicano è sotto choc e teme le conseguenze di questi comportamenti, i servizi segreti e l'Fbi hanno provato legami con i giochi oscuri di hackeraggio della Russia nella campagna elettorale e contro la Clinton) che sono davanti agli occhi degli americani veicolati sì dalla stampa e dalla Tv, anche quelle favorevoli al miliardario, ma oggi arrivano nelle case attraverso internet, pc e smartphone. E nonostante i suoi twitter e le fake news a suo favore, il profilo incerto, incapace e pericoloso della sua presidenza sta emergendo con forza. A poco serviranno le centinaia di migliaia di immigrati, spesso innocenti, espulsi con vere e proprie retate e rastrellamenti degni dei peggior ricordi, i posti di lavoro che arriveranno ma saranno pagati dalle ricadute dell'isolazionismo mondiale e quindi da tutti i consumatori (compresi le poche migliaia di operai forse recuperati come sottolinea Nouriel Roubini:
Meanwhile, the strengthening dollar will destroy more of the jobs typically held by Trump’s blue-collar base. The president may have “saved” 1,000 jobs in Indiana by bullying and cajoling the air-conditioner manufacturer Carrier; but the US dollar’s appreciation since the election could destroy almost 400,000 manufacturing jobs over time),la Borsa che per ora va bene (ma è la solita Wall Street che specula e adesso libera da qualche lacciuolo in più riprenderà a fare danni) e l'amicizia sconfinata di Netanyahu che fa solo gli interessi dell'Israele più reazionaria.
Forse Trump nelle sue serate solitarie dovrebbe riguardarsi "Quarto potere" di Orson Welles quando Humphrey Bogart, al telefono e con il rumore delle rotative pronuncia la famosa battuta: "Questa è la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente". Anche nel futuro, delle democrazie almeno

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