Staff alle prese con un uomo quasi incontrollabile, attratto e conquistato da Twitter, con pochi freni e nessuna strategia se non quella che lo ha sempre aiutato
nelle sue attività imprenditoriali: fiutare la persona giusta, fiutare l'affare, lasciarsi spingere e guidare dall'istinto, contare sulla propria perspicacia. E, oggi come ieri, fare da solo, decidere in piena autonomia, senza ascoltare i consigli, con un unico obbiettivo: decidere, decidere, decidere.
Così, dopo la prima intensa settimana e qualche giorno in più il bilancio è di uno staff già diviso, (leggere qui il Washington Post) spezzato fra chi sostiene e incoraggia gli ordine esecutivi e chi invece consiglia minor vigore e improvvisazione. Comune inoltre sarebbe la preoccupazione sulla necessità di controllare il presidente e limitarne l'estemporaneità. Sovente lo staff è disperato dell'eccessiva autonomia e dei problemi che la stessa provoca.
Interessante il retroscena e i dettagli svelati dal Wall Street Journal .
Come non bastasse, Trump pretende sempre che le donne dello staff "vestano da donne", ovvero gonna - meglio ancora la mingonna - e portino scarpe con il tacco (meglio 12). Su Twitter è partita la campagna contro Trump, soprattutto delle donne (leggete qui) .
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