domenica 4 novembre 2018

TumPost Sunday - November 04, 2018

TumPost Sunday

-2 Midterm. Ultime corse del presidente Trump e, sul lato opposto, anche di Obama diventato in mancanza di un leader unitario e riconosciuto, il capofila dei Dem. Il presidente  ha percorso
soprattutto le contee più bianche e con popolazione meno istruita, in sostanza quelle dove c'è il "suo popolo". Si è concentrato su 9 Stati Ohio, Pennsylvania, Tennessee, Florida, Missouri, Montana, Indiana, West Virginia e Nevada), 8 di questi ha vinto nel 2016, solo in Nevada ha perso.  L'ex presidente invece  si è concentrato su Indiana, Illinois, Florida e Georgia. Triste l'isolamento di Clinton che sperava, con l'elezione della moglie, di rientrare sul proscenio e non solo per le cerimonie patriottiche. Trump ha ammesso che i Rep potrebbero perdere la Camera e si concentra sul Senato, ma anche qui le analisi fatte nei mesi scorsi potrebbero essere smentite, sia su un campo che nell'altro. Un dato importante è quello del voto anticipato, 30 milioni contro i 17 del 2014, segnale di entusiasmo e anche di polarizzazione del voto, 28 Stati più il Distretto di Columbia sono sopra il 2014. (CNN)

-2 Midterm. Sondaggi e sondaggisti prudenti dopo il 2016. Sulle tendenze qualcuno si sbilancia di più. Il guru Nate Silver assegna per il Senato 1 possibilità su 6 ai Dem di prenderne la maggioranza e ovviamente  5 chance contro 1 per i Rep. 

Alla Camera invece vi sono 6 possibilità su 7 per i Dem di assumerne il controllo e solo 1 su 7 per i Rep. 

In ogni caso questo appuntamento sarà cruciale per la presidenza Trump, per la possibilità che avrà di incidere su questioni sostanziali (economia e immigrazione soprattutto) o di essere costretto - pur senza volero e o senza ammetterlo . a ridimensionare la sua agenda cercando una via d'uscita per correre alla prossime rielezione. (FiveThirtyEight).

-2. Midterm. Ecco comunque le previsioni di POLITICO : Camera ai Dem, Senato resta ai Rep forse con un margine un  po' più largo dell'attuale 51 a 49. 

- 2 Midterm. Trump in campagna elettorale ha mantenuto la promessa di avviare la seconda fase delle sanzioni contro l'Iran che stavolta riguarderà i settori chiave petrolio e finanza. Per ora ha esentato dalla stretta e dal possibile attacco alla collaborazione con Teheran otto paesi, tra cui Russia e Cina. Ora sin tratterà di vedere se la Ue riuscirà a resistere e confermare la sua linea di fedeltà all'accordo  JCPOA sul nucleare attraverso un meccanismo di permuta (tutto da sperimentare però) , lo Special Purpose Vehicle” (SPV) annunciato dopo lo strappo  di Trump ad agosto. La decisione, al di là dei dubbi effetti sulla campagna elettorale Usa, potrebbe portare a un rapido innalzamento del prezzo del petrolio e accelerare lo stop alla ripresa mondiale di cui vi sono già preoccupanti avvisaglie. La nuova strategia Usa comunque mira a un cambio di regime. (Dipartimento di Stato Usa)

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