sabato 28 aprile 2018
sabato 21 aprile 2018
sabato 14 aprile 2018
TumPost Diary Apr 15, 2018
“If this is it, Assad should be relieved,” tweeted Randa Slim, an analyst at the Middle East Institute.
La considerazione riportata sul New York Times riassume il giudizio degli esperti dopo l'attacco con 110 missili a tre o forse più, siti siriani giudicati pericolosi o obbiettivi sensibili dagli Usa. Ma, sottotraccia e neppure tanto, anche nelle cancellerie si commenta con poca soddisfazione ciò che è avvenuto. Lo stesso avvertimento di Parigi che i bombardamenti sono finiti e che ora si passa alla diplomazia, è esemplare: abbiamo accontentato Trump nella sua voglia "muscolare", l'avvertimento ad Assad è stato lanciato, passiamo oltre.
I militari e i falchi
Il Pentagono gonfia appena i pettorali: obbiettivi raggiunti, ha detto il portavoce, nessun missile è stato intercettato dalle difese siriane, fornite dai russi. Anche se i migliori congegni, i più moderni ed efficaci non sarebbero stati schierati dai russi per non scoprirsi di fronte agli americani. Comunque i russi dicono che almeno 40 Tomahawk sarebbero stati intercettati.
L'ambasciatrice all'Onu Nikki Haley naturalmente ha difeso l'azione ed esaltato il successo. Come il presidente Trump, del resto.
Critiche dalla Russia, ma non poteva essere diversamente. Il fatto importante è che da Mosca non si minacciano direttamente rappresaglie e che nessun uomo di Mosca è stato coinvolto. Segno dell'accordo fra comandi.
Armi o fake chimiche?
Non mancano però, al di là degli scontati dinieghi russi, alcuni dubbi sulla vicenda delle persone gasate a Douma. Ad esempio il repubblicano libertario del Kentucky Thomas Massie ha sostenuto di non trovare motivi per cui un vincente Assad dovrebbe ricorrere all'uso di armi chimiche contro i civili di una città che si era già arresa. Un interrogativo che non manca anche fra gli esperti secondo i quali il potenziale chimico di Assad è stato eliminato da anni e ora rimosso dai russi. Una parola importante arriva dal vescovo caldeo di Aleppo mons. Antoine Audo sorpreso dall'attacco è sorprendente che l’attacco sia avvenuto proprio mentre stava iniziando la missione degli ispettori dell’Onu che devono indagare proprio sulle armi chimiche. In un intervista a Vatican News il presule sostiene che l’attacco nasconde la “volontà di potere” dell’Occidente - che alimenta il commercio delle armi - e degli alleati sauditi nella regione perché sarebbe assurdo che Damasco usi armi letali proprio mentre il suo esercito ha riconquistato la regione di Ghouta.
In America intanto...
Il procuratore speciale Robert Mueller sarebbe in possesso di prove che dimostrano come l'avvocato personale del presidente Trump, Michael Cohen, ha visitato Praga nell'agosto o settembre del 2016. Se ciò fosse vero sarebbe più credibile il cosiddetto dossier di Steele , un rapporto nel quale si sosterrebbe che membri della campagna di Trump avrebbero avuto contatti particolari con la Russia durante la campagna presidenziale soprattutto in chiave anti-Clinton. Chen ha sempre negato viaggi a Praga e in tweet ha parlato di cattiva informazione sostenendo di essere a Los Angeles con il figlio. Quale che sia la verità, le carte e le registrazioni sequestrate dall'Fbi nello studio del legale potrebbero essere una miniera d'informazioni. E alla Casa Bianca sono sempre più nervosi... Infatti, secondo il NyTimes, l'inchiesta che coinvolge Cohen è più pericolosa di quella sul Russiagate. Perché?
Armi o fake chimiche?
Non mancano però, al di là degli scontati dinieghi russi, alcuni dubbi sulla vicenda delle persone gasate a Douma. Ad esempio il repubblicano libertario del Kentucky Thomas Massie ha sostenuto di non trovare motivi per cui un vincente Assad dovrebbe ricorrere all'uso di armi chimiche contro i civili di una città che si era già arresa. Un interrogativo che non manca anche fra gli esperti secondo i quali il potenziale chimico di Assad è stato eliminato da anni e ora rimosso dai russi. Una parola importante arriva dal vescovo caldeo di Aleppo mons. Antoine Audo sorpreso dall'attacco è sorprendente che l’attacco sia avvenuto proprio mentre stava iniziando la missione degli ispettori dell’Onu che devono indagare proprio sulle armi chimiche. In un intervista a Vatican News il presule sostiene che l’attacco nasconde la “volontà di potere” dell’Occidente - che alimenta il commercio delle armi - e degli alleati sauditi nella regione perché sarebbe assurdo che Damasco usi armi letali proprio mentre il suo esercito ha riconquistato la regione di Ghouta.
In America intanto...
Il procuratore speciale Robert Mueller sarebbe in possesso di prove che dimostrano come l'avvocato personale del presidente Trump, Michael Cohen, ha visitato Praga nell'agosto o settembre del 2016. Se ciò fosse vero sarebbe più credibile il cosiddetto dossier di Steele , un rapporto nel quale si sosterrebbe che membri della campagna di Trump avrebbero avuto contatti particolari con la Russia durante la campagna presidenziale soprattutto in chiave anti-Clinton. Chen ha sempre negato viaggi a Praga e in tweet ha parlato di cattiva informazione sostenendo di essere a Los Angeles con il figlio. Quale che sia la verità, le carte e le registrazioni sequestrate dall'Fbi nello studio del legale potrebbero essere una miniera d'informazioni. E alla Casa Bianca sono sempre più nervosi... Infatti, secondo il NyTimes, l'inchiesta che coinvolge Cohen è più pericolosa di quella sul Russiagate. Perché?
Il sabato del villaggio (globale) - 14 aprile 2018
Italian Doom
La fine del Quantitative Easing per l'Italia. Cosa significa?
Disuguaglianze e migranti hanno "votato" il 4 marzo
American Doom
I rischi della resa dei conti nel Consiglio per la sicurezza nazionale di Bolton
Quello che Trump non sa dei dazi Usa-Cina
La confusione di Trump sui commerci (Joseph Stiglitz)
Il ritiro di Ryan carica d'ottimismo i Democratici Usa
Desigual
Perché gli insegnanti vengono pagati sempre meno. Negli Usa e non solo
La disparità nella vita e nella morte delle madri e dei bimbi neri negli Usa
Intimity Insider
La colpa di Facebook? Ha distrutto la privacy
Le verità nascoste di Mr Facebook
Worlds
L'Africa si sta dividendo in due. Sul serio
Arabia Saudita contenta del prezzo del petrolio. Ma...
Il Brasile che uccide Marielle Franco
Se (purtroppo) l'Ungheria sta vincendo la guerra contro gli immigrati
mercoledì 11 aprile 2018
TumPost Diary Apr 11, 2018
Il giorno dei missili
Trump avverte che i suoi missili sono pronti a piovere sulla testa dei soldati di Saddam in risposta ai gas di Douma. Ma quei missili potrebbero anche cadere su uomini e mezzi russi, su infrastruttura costruite e sponsorizzate da Mosca. E Putin a sua volta reagisce facendo muovere i suoi mezzi navali nelle basi siriane per una "esercitazione" e insiste: non usateli contro un governo legittimo.
E dalla Russia si rilancia un sospetto pesante: che l'attacco missilistico Usa possa avere il fine di cancellare le tracce dell'attacco chimico su cui stanno indagando esperti internazionali.
Intanto il petrolio corre ai ripari e i prezzi s'impennano:
Trump avverte che i suoi missili sono pronti a piovere sulla testa dei soldati di Saddam in risposta ai gas di Douma. Ma quei missili potrebbero anche cadere su uomini e mezzi russi, su infrastruttura costruite e sponsorizzate da Mosca. E Putin a sua volta reagisce facendo muovere i suoi mezzi navali nelle basi siriane per una "esercitazione" e insiste: non usateli contro un governo legittimo.
E dalla Russia si rilancia un sospetto pesante: che l'attacco missilistico Usa possa avere il fine di cancellare le tracce dell'attacco chimico su cui stanno indagando esperti internazionali.
Reacting to Trump’s tweet, Russian Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova said that a missile strike could undermine the work of international inspectors who will examine the site of the suspected chemical attack. “Smart missiles should be fired at terrorists and not at the legitimate government which has been fighting terrorists,” Zakharova wrote on Facebook. “Or is the trick to destroy all the traces with a smart missile strike and then there will be no evidence for international inspectors to look for?” (The Washington Post)Tutto ciò accade lo stesso giorno in cui un missile balistico degli yemeniti Huthi diretto su Riad è stato intercettato. La febbre in quell'area del Medio Oriente si sta rapidamente alzando e il punto di rottura potrebbe determinarsi all'improvviso. magari per incidente. Ecco qual è la forza Usa nella regione.
Intanto il petrolio corre ai ripari e i prezzi s'impennano:
martedì 10 aprile 2018
TumPost Diary April 10, 2018
Stormy Blitz?
Partiamo dalle ultimissime news: agenti dell'Fbi hanno perquisito lo studio dell'avvocato di Trump Michael Cohen a New York. Lo ha scritto per primo il New York Times. I dati importanti sono due: che nel corso dell'operazione sono stati sequestrati documenti che riguardano i rapporti di Cohen e alcuni suoi clienti. Il secondo è che il blitz è avvenuto su indicazione e rinvio del procuratore speciale Robert S. Mueller, l'uomo che indaga sui rapporti fra il team di Trump ed esponenti russi al fine di influenzare la campagna presidenziale in chiave anti Clinton. Insomma nelle sue indagini Mueller avrebbe scoperto elementi che chiamano in causa Cohen. Su che cosa? Per il momento il suo nome è uscito solo in relazione al pagamento di 130 mila dollari a Stormy Daniels, la pornostar che ebbe una storia con Trump nel 2006, soldi versati in cambio di un impegno di non divulgazione. Ma quali altri segreti di Trump può custodire Cohen? Secondo il Washington Post sarebbero stati sequstrati nastri relativi a conversazioni proprio sul caso della pornostar. Potrebbe aprirsi un caso ancora più dirompente del Russiagate.
Ordigno a tempo
Il presidente Usa annuncia decisioni in 24-48 ore sulla Siria e accusa Assad e la Russia per l’attacco chimico a Douma. Sarebbero stati jet israeliani a bombardare una base siriana con consulenti iraniani. Erdogan, forte anche dell’intesa con Mosca su una centrale nucleare, non arretra o non si ferma ad Afrin e vuole riprendersi alle fette di territorio siriano in modo da creare zone cuscinetto e spingere via i curdi e la loro idea di autonomia. L’Arabia Saudita vuole entrare da protagonista nel gioco siriano per far fronte alla crescente pressione iraniana, Iran che vede l’accordo sul nucleare del 2015 ormai agonizzante soprattutto dopo la nomina del superfalco John Bolton a Segretario di Stato.
Nero più nero
Il premier ungherese uscente, il nazionalista ultraconservatore Viktor Orban, del partito Fidesz, è stato riletto con quasi il 50 per cento dei consenti. In Parlamento ha la maggioranza assoluta e con i due terzi potrebbe cambiare la Costituzione e introdurre altri elementi di quella "democrazia illiberale" che sostiene da sempre. Evidentemente hanno pagato la sua posizione di chiusura - anche fisica - delle frontiere ai migranti, la difesa dell'Europa cristiana contro l'Islam e i successi nella politica economica di espansione e maggiore occupazione. Anche e soprattutto grazie ai succosi contributi della Ue: fra il 2014 e il 2020 potrà spendere 21,9 miliardi di euro, suddivisi in sette programmi operativi: di cui: 15 mld per le regioni meno sviluppate; 6 mld per le politiche di coesione; 463,7 mln per le regioni sviluppate; 361,8 mln per cooperazione territoriale e 49,8 mln per l'impiego giovanile. Questi sono gli elementi che l'hanno portato alla vittoria, più delle lamentele della sinistra sulla restrizione delle libertà civili al fine di assicurarsi una struttura pubblica che sia una macchina di consensi e delle accuse degli ex estremisti di Jobbik sujlla corruzione che si porterebbe via il 30 per cento dei soldi europei. La rielezione è un brutto colpo per l'Europa continentale, per Merkel-Macron anche perché Orban, forte del successo, rilancerà la sfida ai tentativi d'imposizione di una linea d'accoglienza. E con lui vi sarà il gruppo di Visegard .
domenica 8 aprile 2018
Lula's Hope
In casi come questo e quando si parla di una democrazia moderna sembra che sostenere una tesi diversa, basata su fatti e circostanze frutto di ben precisi lavori giornalistici, sia una presa di posizione ideologica.
Ma nella vicenda di Luiz Inacio Lula da Silva, l’ex presidente brasiliano
sabato 7 aprile 2018
TumPost Diary 7 apr 18
Le guerre di Trump
Il presidente non è tranquillo se non riesce a tenere alta la tensione, tutti i giorni, sempre. Inventandosi o costruendosi sempre nuovi nemici. L'ultimo in ordine di tempo è Amazon e attraverso di esso il Washington Post anche se in questo caso la Casa Bianca si espone alle critiche per gli attacchi alla libertà di stampa. Il colosso dell'e-commerce ha pagato gli attacchi con un 5 per cento in meno in Borsa solo in un giorno e 60 mld dal 28 marzo. E comunque il presidente non riesce a convincere i piccoli negozianti che gli attacchi ad Amazon riescano a fermare l'e-commerce. E non ne sono convinte neppure le catene dell'hi-tech e della grande distribuzione amiche dell'ex tycoon.
Ma Trump in questi giorni si trova contro altre categorie, in primis gli agricoltori, per i le risposte cinesi ai dazi americani. Nel mirino cinese sono così finite le esportazioni di soia. I coltivatori, tra l'altro hanno votato in rande maggioranza proprio per il candidato repubblicano come si vede nel grafico qui sotto.
Contro Trump anche parti consistenti del Partito repubblicano e adesso perfino il mondo degli affari che deve fare i conti con il calo del mercato azionario nel momento in cui lo stesso Trump si vantava di aver dato nuova spinta ai titoli. Il S. & P. Il 500 è ora in calo del 2,6% sull'anno e oltre il 9% rispetto al massimo di fine gennaio.
I nemici
Trump poi tiene duro sulla pornostar Stormy Daniels. Prima non ha parlato, poi ha detto di non conoscere la donna che ha raccontato di una relazione mentre la first lady diventava madre e ha aggiunto di non essere al corrente di come il suo avvocato, Michael Cohen ha pagato il silenzio dell'attrice hard.
E adesso i russi. Sulla scorta dei sospetti sulle influenze russe sul voto Usa, sono state inflitte sanzioni a 17 funzionari governativi russi, a una società commerciale di armi di proprietà statale e a sette oligarchi, in gran parte a uomini legati a Vladimir Putin. In precedenza erano stati colpiti uomini legati direttamente al presidente russo, ora lo spettro si è allargato a oligarchi della cerchia putiniana e a dirigenti delle massime società statali che si muovono su indicazione del governo.
Torna la Palestina
Secondo venerdì di protesta ai confini fra Gaza e Israele. Nove i palestinesi morti, 1000 i feriti, ma il rinnovo della marcia sta riportando la Palestina al centro del dibattito internazionale nel momento in cui la stessa Arabia Saudita, rompendo con il passato, parla del diritto di Israele di esistere con un suo Stato. Secondo il New York Times nell'opinione pubblica mondiale si sta riformando l'immagine di una gaza chiusa come una prigione dove si muore facilmente, non vi sono abbastanza luce e acqua, con Israele nel ruolo di carceriere che, per di più, spara sugli innocenti.
Il presidente non è tranquillo se non riesce a tenere alta la tensione, tutti i giorni, sempre. Inventandosi o costruendosi sempre nuovi nemici. L'ultimo in ordine di tempo è Amazon e attraverso di esso il Washington Post anche se in questo caso la Casa Bianca si espone alle critiche per gli attacchi alla libertà di stampa. Il colosso dell'e-commerce ha pagato gli attacchi con un 5 per cento in meno in Borsa solo in un giorno e 60 mld dal 28 marzo. E comunque il presidente non riesce a convincere i piccoli negozianti che gli attacchi ad Amazon riescano a fermare l'e-commerce. E non ne sono convinte neppure le catene dell'hi-tech e della grande distribuzione amiche dell'ex tycoon.
Ma Trump in questi giorni si trova contro altre categorie, in primis gli agricoltori, per i le risposte cinesi ai dazi americani. Nel mirino cinese sono così finite le esportazioni di soia. I coltivatori, tra l'altro hanno votato in rande maggioranza proprio per il candidato repubblicano come si vede nel grafico qui sotto.
Contro Trump anche parti consistenti del Partito repubblicano e adesso perfino il mondo degli affari che deve fare i conti con il calo del mercato azionario nel momento in cui lo stesso Trump si vantava di aver dato nuova spinta ai titoli. Il S. & P. Il 500 è ora in calo del 2,6% sull'anno e oltre il 9% rispetto al massimo di fine gennaio.
I nemici
Trump poi tiene duro sulla pornostar Stormy Daniels. Prima non ha parlato, poi ha detto di non conoscere la donna che ha raccontato di una relazione mentre la first lady diventava madre e ha aggiunto di non essere al corrente di come il suo avvocato, Michael Cohen ha pagato il silenzio dell'attrice hard.
E adesso i russi. Sulla scorta dei sospetti sulle influenze russe sul voto Usa, sono state inflitte sanzioni a 17 funzionari governativi russi, a una società commerciale di armi di proprietà statale e a sette oligarchi, in gran parte a uomini legati a Vladimir Putin. In precedenza erano stati colpiti uomini legati direttamente al presidente russo, ora lo spettro si è allargato a oligarchi della cerchia putiniana e a dirigenti delle massime società statali che si muovono su indicazione del governo.
Torna la Palestina
Secondo venerdì di protesta ai confini fra Gaza e Israele. Nove i palestinesi morti, 1000 i feriti, ma il rinnovo della marcia sta riportando la Palestina al centro del dibattito internazionale nel momento in cui la stessa Arabia Saudita, rompendo con il passato, parla del diritto di Israele di esistere con un suo Stato. Secondo il New York Times nell'opinione pubblica mondiale si sta riformando l'immagine di una gaza chiusa come una prigione dove si muore facilmente, non vi sono abbastanza luce e acqua, con Israele nel ruolo di carceriere che, per di più, spara sugli innocenti.
mercoledì 4 aprile 2018
L'età dei cattivi è al tramonto?
L'età dei cattivi a tutti i costi, di chi gode ad essere antipatico e della destra che martella, punisce, irride qualsiasi persona o situazione che non rientri nei piani programmati, forse questa era sta tramontando. O almeno potrebbe avere preso la strada del declino.
TumPost Diary 4 apr 2018
Un muro di tweet
Trump in attesa che si costruisca il muro con il Messico - tutto da dimostrare che la barriera, come voluta all'inizio, prenda forma e non si limiti a un rattoppo e a qualche passaggio bloccato rispetto a quanto esistente con Obama - vuole mandare l'esercito a presidiare il confine. Ma, come al solito, il presidente Usa, mette i tweet davanti alle possibili decisioni o alle scelte dell'amministrazione e dei funzionari. In genere è un modo per premere su situazioni da cui non riesce ad uscire o per forzare le riserve. Su questo punto, poi, le obiezioni sono massicce, a cominciare dal capo dello staff presidente John Kelly - un sopravvissuto fra i moderati che circondano ancora il comandante in capo. Gli ostacoli non sono pochi a cominciare dalla reazione messicana di fronte all'invio di truppe al confine. Inoltre rimarrebbero i nodi, già affrontati con Bush e Obama, di compiti di polizia ad elementi militari o della Guardia nazionale.
Ad allarmare ulteriormente la Casa Bianca vi è la marcia di migliaia di uomini, ma soprattutto donne e bambini, dal Centro America verso il confine con gli Stati Uniti. Se arrivassero lì sarebbe oltremodo complicato bloccarli e impedire una catastrofe umanitaria che gli usa, sul piano dell'immagine, non possono affrontare.
China Connection
Sale la tensione per i dazi con la Cina. Pechino ha reagito su vino, rottami di alluminio, carne di maiale etc e gli agricoltori e coltivatori americano sono sul piede di guerra. Trump insiste e il segretario al tesoro Mnuchin preme sulla necessità di ridurre di 100 mld il deficit commerciale. Trump, di fronte alla reazione cinese rispetto al primo provvedimento sull'acciaio, ora sposta l'offensiva sul piano più alto della proprietà intellettuale e industriale, sui brevetti e l'acquisizione di tecnologia avanzata usa che Pechino persegue attraverso joint venture e acquisizioni di aziende americane. Non solo, perché la prossima mossa potrebbe essere quella di introdurre dazi su hitech, macchinari e tecnologie cinese, per un valore di circa 50 mld un po' per indurre Pechino a trattare, un po' per reagire mostrando i muscoli. Anche se i critici non mancano :
Secondo Axios nel corso di una conferenza stampa con i leader degli Stati baltici, Trump ha detto che la coalizione militare americana ha "quasi completato" la missione di eliminare l'Isis in Siria e quindi di essere ponto a ritirare le truppe dall'area, lasciando il compito di occuparsi dell'area ad altri paesi . Un discorso simile Trump l'ha fatto anche la scorsa settimana.
La terra del principe
Il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman rompe un altro tabù: in un’intervista a The Atlantic ha detto “credo che i palestinesi e gli ebrei abbiano diritto alla loro terra”. È la prima volta che dal mondo arabo arriva una simile apertura anche se Salman sta abituando il mondo a svolte radicali in nome di un nuovo spazio e di una nuova leadership che l’Arabia sta cercando di conquistarsi nell’area in contrapposizione all’Iran.
Giù le mani da Amazon
Il mondo degli affari non è d'accordo con la Casa Bianca sugli attacchi ad Amazon. La Camera di commercio Usa ha criticato i funzionari che criticano le società nazionali.
Info@tumpost.com
Ad allarmare ulteriormente la Casa Bianca vi è la marcia di migliaia di uomini, ma soprattutto donne e bambini, dal Centro America verso il confine con gli Stati Uniti. Se arrivassero lì sarebbe oltremodo complicato bloccarli e impedire una catastrofe umanitaria che gli usa, sul piano dell'immagine, non possono affrontare.
China Connection
Sale la tensione per i dazi con la Cina. Pechino ha reagito su vino, rottami di alluminio, carne di maiale etc e gli agricoltori e coltivatori americano sono sul piede di guerra. Trump insiste e il segretario al tesoro Mnuchin preme sulla necessità di ridurre di 100 mld il deficit commerciale. Trump, di fronte alla reazione cinese rispetto al primo provvedimento sull'acciaio, ora sposta l'offensiva sul piano più alto della proprietà intellettuale e industriale, sui brevetti e l'acquisizione di tecnologia avanzata usa che Pechino persegue attraverso joint venture e acquisizioni di aziende americane. Non solo, perché la prossima mossa potrebbe essere quella di introdurre dazi su hitech, macchinari e tecnologie cinese, per un valore di circa 50 mld un po' per indurre Pechino a trattare, un po' per reagire mostrando i muscoli. Anche se i critici non mancano :
“The pain will be very visible and the potential gains will be very abstract. The administration hasn’t prepared the U.S. for the downsides of a trade war,” said Brad Setser, a former White House economist in the Obama administration. (The Washington Post)Rebus siriano
Secondo Axios nel corso di una conferenza stampa con i leader degli Stati baltici, Trump ha detto che la coalizione militare americana ha "quasi completato" la missione di eliminare l'Isis in Siria e quindi di essere ponto a ritirare le truppe dall'area, lasciando il compito di occuparsi dell'area ad altri paesi . Un discorso simile Trump l'ha fatto anche la scorsa settimana.
"Voglio uscire, voglio riportare le truppe a casa, voglio iniziare a ricostruire la nostra nazione". (Trump)
La terra del principe
Il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman rompe un altro tabù: in un’intervista a The Atlantic ha detto “credo che i palestinesi e gli ebrei abbiano diritto alla loro terra”. È la prima volta che dal mondo arabo arriva una simile apertura anche se Salman sta abituando il mondo a svolte radicali in nome di un nuovo spazio e di una nuova leadership che l’Arabia sta cercando di conquistarsi nell’area in contrapposizione all’Iran.
Giù le mani da Amazon
Il mondo degli affari non è d'accordo con la Casa Bianca sugli attacchi ad Amazon. La Camera di commercio Usa ha criticato i funzionari che criticano le società nazionali.
“It’s inappropriate for government officials to use their position to attack an American company,” said Neil Bradley, executive vice president and chief policy officer for the Chamber of Commerce, the nation’s largest business group. (reuters)
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