martedì 25 ottobre 2016

Aria fritta. All'italiana, dice l'Europa

La lettera da Bruxelles è arrivata. Ed è dura, a riprova di quanto si era scritto in "Aria fitta. All'italiana".
Senza tanti giri di parole la Commissione chiede "spiegazioni circa la revisione degli obiettivi" di bilancio e sul "divario sostanziale emerso rispetto agli impegni presi la scorsa primavera"

E non ci mette molto a dire che l'Italia si era impegnata inun senso e invece ora fa tutt'altro:

"Un esame preliminare del documento programmatico per il bilancio 2017 suggerisce che il cambiamento programmato nel bilancio strutturale per il 2017, ricalcolato secondo la metodologia comunemente accolta, è negativo e molto al di sotto dello 0,6% del Pil o oltre raccomandato dal Consiglio il 12 luglio scorso".
In pratica il deficit strutturale al netto degli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum doveva andare allo 0,6% mentre invece passa addirittura dall''1,2% di quest'anno all'1,6% per il 2017.
La commissione Ue, nella fattispecie il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari economici Pierre Moscovici
Pierre Moscovici
, ricordano che l'Italia ha goduto ampiamente di flessibilità nel 2015 e quest'anno - per un totale di 19 mld, ndr - che però era stata accordata di fronte all'impegno di usare quanto concesso per effettuare più investimenti, varare riforme strutturali e portare avanti piani credibili per riprendere l'aggiustamento dal 2017".
La lettera è durissima nei contenuti e fin troppo chiara quando dice che gli impegni della sola primavera scorsa non sono stati rispettati.

"Sulla base di una visione comune, il governo italiano si è impegnato con la sua lettera del 17 maggio 2016  a riprendere il percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine nel 2017 assicurando la compatibilità in linea di massima con le prescrizioni della parte preventiva del patto di stabilità, che era un fattore rilevante chiave nell'ultimo rapporto comunitario sulla violazione 'a prima vista' della regola del debito nel 2015"

Sulla base di queste "osservazioni" è fin troppo comprensibile il nervosismo di Renzi e il suo "passaggio" tra minacce e promesse sinistre tra gli antieuropeisti come Salvini & C.. E per quanto si possano criticare le politiche di austerity e liberiste dei falchi tedeschi
Wolfgang Schäuble
e del Nord, è difficile trovare una giustificazione al fatto che gli impegni presi, ancora una volta, non sono stati rispettati.
Difficile anche ribellarsi all'idea che il resto del mondo si fa degli italiani, di politici e gente che non rispetta gli impegni, che gioca con i conti pubblici, che si comportano da magliari per bassi interessi elettorali e senza intaccare privilegi e corruttele. Soliti italiani, solita aria fritta.

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